Dopo 04 giorni dalla batosta interna col Napoli abbiamo la possibilità di provare a restituire un senso alla stagione; la tifoseria romanista piange Eolo Capacci, morto in diretta radiofonica Domenica 13 Febbraio, durante la messa in onda del programma su Radio Incontro, e Fabrizio Carroccia, il popolare "Mortadella" morto, a seguito di un brutto male, Lunedì mattina all'Ospedale San Carlo di Nancy. Dal punto di vista societario da ieri il gruppo statunitense, capeggiato da Thomas Di Benedetto ha l'esclusiva per trenta giorni per comprare la Roma. Sembra (quasi) fatta. Sul fronte interno registriamo le dichiarazioni di Ranieri che, in conferenza stampa, ha in buona sostanza dichiarato di sentirsi "intoccabile" nel suo ruolo di allenatore, non foss'altro per il vuoto di società che adesso si vive a Trigoria. Fatto sta che in molti danno in pista di decollo Montello, affiancato da Stramaccioni, per il finale di stagione, in vista o di Ancelotti o di Mazzarri per la prossima annata. Intanto Mexes si è detto in attesa della nuova dirigenza per discutere il suo futuro, o meno, alla Roma. I soliti bene informati dicono come sia nei fatti già d'accordo col Milan, insieme a Marco Cassetti. Anche quì chi vivrà vederà. Intanto il turno di Champions non è iniziato nel migliore dei modi per le italiane, a causa della sconfitta interna rimediata dal Milan per mano del Tottenham, capace di battere i rossoneri a San Siro uno a zero con goal di Crouch; il tutto nonostante l'assenza di Garret Bale. Quello che maggiormente ha impressionato del match di ieri è stata l'assoluta differenza di valori tecnici tra le due squadre, con gli inglesi, quarti nel loro campionato, di dominare in trasferta i capoclassifica della Serie "A".
Dimentichiamo queste tristezze e tuffiamoci nel passato: la memoria ci riporta indietro all'esordio della Roma spallettiana in Champions League. Per quanto fossero passati meno di due anni dall'ultima apparazione romanista nella massima competizione europea, quella sera del 12 Settembre 2006 sembrava di essere tornati a vedere la luce dopo anni di buio. Anche quella sera avevamo di fronte lo Shaktar e, dopo un primo tempo incerto, con gli ucraini spesso pericolosi, nella ripresa, anche grazie all'ingresso di Pizarro, reduce da una contestazione a Mister Spalletti il sabato precedente in casa col Livorno, in venti minuti Taddei, Totti(al primo goal romanista dopo l'infortunio) De Rossi e Pizarro piegarono le velleità ucraine. Un rotondo 4-0 per iniziare una competizione che ci avrebbe visti espugnare persino Lione.
Dimentichiamo queste tristezze e tuffiamoci nel passato: la memoria ci riporta indietro all'esordio della Roma spallettiana in Champions League. Per quanto fossero passati meno di due anni dall'ultima apparazione romanista nella massima competizione europea, quella sera del 12 Settembre 2006 sembrava di essere tornati a vedere la luce dopo anni di buio. Anche quella sera avevamo di fronte lo Shaktar e, dopo un primo tempo incerto, con gli ucraini spesso pericolosi, nella ripresa, anche grazie all'ingresso di Pizarro, reduce da una contestazione a Mister Spalletti il sabato precedente in casa col Livorno, in venti minuti Taddei, Totti(al primo goal romanista dopo l'infortunio) De Rossi e Pizarro piegarono le velleità ucraine. Un rotondo 4-0 per iniziare una competizione che ci avrebbe visti espugnare persino Lione.
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