Se i potenziali compratori dovessero basarsi su questa partita probabilmente ritirerebbero le offerte presentate a Unicredit. Una Roma troppo brutta per essere vera lascia sui prato dell’Olimpico due punti fondamentali per la rimonta sul Milan. PRIMO TEMPO Per novanta minuti bisogna mettere da parte arabi e americani perché battere il Brescia è questa sera cosa ben più importante. Il pareggio tra Milan e Lazio offre su un piatto d’argento la possibilità per gli uomini di Ranieri di ridurre il gap rispetto ai rossoneri. Il turn-over della Roma prevede in campo il trio pesante Totti-Borriello. Vucinic con Menez che comincia dalla panchina. Nel Brescia un problema degli ultimi minuti toglie dalla sfida il portiere Sereni; al suo posto gioca Arcari. Nei primi dieci minuti non succede nulla, tranne un tentativo disperato di Diamanti che da quaranta metri cerca di metter paura a Julio Sergio ma invano. La Roma cerca di spingere sulle fasce con le incursioni di Riise ma la manovra è lenta ed impacciata ed il Brescia si chiude bene. Le rondinelle, poi, si fanno vedere dalle parti di Julio Sergio almeno un paio di volte rimediando un calcio d’angolo. Il primo quarto d’ora passa senza nessun acuto dei tre tenori d’attacco giallorossi. Anzi, fino al 26’ Arcari non si sporca nemmeno i guanti., mentre il Brescia insiste con conclusioni che vanno lontano dallo specchio della porta. La partita è noiosissima tanto che dagli spalti si comincia a spostare l’attenzione sul tema della cessione della società, con cori anti-Angelucci cominciati in Nord (con tanto di striscione) e proseguiti in Sud. Poi al 33’, da un’iniziativa di Cassetti, nasce una mischia nell’area bresciana che crea un parapiglia risolto in angolo da una deviazione di Zemina. Al 36’ ancora Cassetti, questa volta con una conclusione a rete, impegna Arcari in una parata difficile in angolo. Poi ancora Roma con Juan che di testa sfiora la traversa. La Roma cresce e lo si vede con un paio di spunti di Totti accompagnati dagli applausi dei tifosi. Per il resto poca roba e al fischio Ranieri lascia negli spogliatoi Simplicio e manda in campo Menez, tentando il tutto per tutto. Al 52’ Vucinic ci prova ma coglie solo la parte alta della traversa. Poi da un calcio d’angolo nasce un’occasione provocata da un tiro potente rasoterra di Totti con Arcari che para in doppia presa. Da Verona arriva la notizia che il Chievo vince 2-0 sul Napoli, ed in campo aumenta il ritmo di gioco della Roma, anche se le idee scarseggiano. Sembra la trama di un film già visto in passato, con la Roma che si lascia sfuggire le occasioni d’oro. Ma la 58’, come al solito, ci pensa lui Marco Borriello che approfitta di un pallone che ristagna al centro dell’area piccola bresciana per spedirlo alle spalle di Arcari: 1-0. Il risultato è da mettere presto in cassaforte e così Totti al 62’ cerca di farlo su punizione ma la conclusione si stampa sulla traversa ad Arcari battuto. Iachini corre ai ripari e manda in campo Lanzafame al posto di Cristiano Zanetti, e dopo 2 minuti Eder lo ripaga con un colpo di testa che supera Julio Sergio regalando il pareggio alle rondinelle:1-1. La Roma accusa il colpo e dopo un minuto ancora il Brescia vicino al gol con una conclusione di Lanzafame. Iachini cambia ancora le carte sul tavolo togliendo Eder e inserendo Possanzini. La Roma spinge sull’acceleratore ma in modo confuso. C’è la foga di trovare il gol della vittoria ma il Brescia si chiude bene e lascia poco spazio. L’ingresso nella ripresa di Menez non ha inciso come ci si aspettava. Il Brescia addirittura sfiora il colpaccio con Lanzafame che in contropiede colpisce la traversa piena a Julio Sergio battuto. Il sangue dei tifosi romanisti si gela e non per il freddo.
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