Dopo la brutta prestazione in quel di milano la Roma ha l'occasione per riprendere la marcia in campionato, dopo la parentesi-nazionale, uscita dall'amichevole di Dortmund contro la Germania con un buon 1-1. Il calendario ci opporrà i partenopei, in un match che, per nessuna delle tifoserie, è mai uno dei tanti. Antiche rivalità separano i tifosi della Maggica, con i colerosi e terremotati, provenienti dagli autogrill, dove si dedicano alla loro unica attività redditizia, oltre a quelle connesse alla Camorra, ovvero il gioco delle tre carte, nonchè lo spaccio di Rolex falsi e di mattoni in scatole di autoradio.
Per noi della Roma, oltretutto, questo match và a porsi al centro di un Febbraio indimenticabile, al di là di come finirà. Non solo quella di Sabato sera sarà l'ultima partita prima dell'ottavo di Champions contro gli Ucraini dello Shaktar Donetsk (a proposito, ma la UEFA non aveva deciso di radiare le squadra ucraine perchè, avendo come sponsor Unicredit, DOVEVA favorirci? Poveri crani vuoti....), ma anche, e soprattutto, si pone nel bel mezzo della fase di cessione del club. Per oggi Venerdì 11 Febbraio 2011 sarebbe previsto l'arrivo della documentazione relativa alla solidità del gruppo capeggiato da Thomas Di Benedetto per decidere se Rotschild, Roma2000, Newco Roma, Unicredit e Italpetroli possano o meno concedere l'esclusiva agli statunitensi in vista della cessione del Club. Fino a ieri si dava per scontata la data odierna d'arrivo della documentazione, ipotizzando persino un'accelerazione nella trattativa e, di conseguenza, nella cessione; ma già stamattina il Romanista ricordava le problematiche connesse al fuso orario, ritendo, perciò, estremamente concreta la possibilità che il tutto slitti alla prossima settimana. Sul fronte campo si registrano i continui problemi di Adriano: rientrato in Brasile per curare la distorsione alla spalla destra, è stato prima fotografato in unparty con un boccale di birra in mano, poi gli è stata sequestrata la patente perchè, pur essendo stato "pizzicato" palesemente ubriaco si è rifiutato di sottoporsi all'etilometro; in conferenza stampa oggi Ranieri ha detto che, secondo quanto è di sua conoscenza, Adriano era seduto sul lato passeggeri. I conti non tornano. Altre voci ci hanno sussurrato come Ranieri abbia rifiutato un contratto di un anno (anche se non capisce chi glielo abbia proposto) e come Mexes, invece, abbia chiesto un quinquennale a 5milioni di Euro, e anche quì ci chiediamo chi sia stato l'interlocutore del francese.....
Tornando a maggiori certezze la memoria riavvolge il suo nastro indietro di oltre 22 anni: all'epoca il calendario ci tirò un brutto scherzo, infatti si decise di far giuocare la serie "A" persino il giorno di San Silvestro. Era il 31 Dicembre 1988 e per quell'ultima dell'anno all'Olimpico s'affrontarono la Roma e il Napoli. Certo far venire dei napoletani a Roma il 31/12 fu un affare soprattutto per lo smercio di mortaretti e petardi. Dicevamo: quella era una Roma disastrata come lo stadio nel quale era costretta a esibirsi. Dopo i fasti della prima metà degli anni ottanta la presidenza Viola stava passando un periodo di forte ridimensionamento, soprattutto economico; infatti, mentre il presidente aveva proposto per i Mondiali di Calcio, l'edificazione di un nuovo stadio, il Coni preferì "ristrutturare" (nei fatti sventrare e riedificare) il vecchio Stadio Olimpico: il risultato fu una strattura brutta al posto di qualcosa di organico al resto del Foro Italico, costi lievitati mostruosamente e grave perimento per le casse della Roma nel momento in cui l'arrivo di Berlusconi aveva già fatto saltare tutti i parametri economici. Quella stagione la Roma s'era presentata al via con una rosa molto ampia, numericamente, ma assolutamente inadeguata alle vette della serie "A", nonostante le aspettative del pubblico romanista, inebriato dal facile terzo posto della stagione precedente. Per intendersi era l'anno di Andrade e Renato, ma anche del non facile inserimento del giovane Rizzitelli, chiamato a sostituire nientemeno che Bomber Pruzzo, passato a chiudere la carriera a Firenze, del prestito dal Milan di Daniele Massaro e dell'arrivo dal Napoli dell'Epurato Moreno Ferrario. Nonostante la rosa romanista avesse dei limiti strutturali impressionanti, acuiti oltretutto dal crepuscolo di Nils Liedholm, ormai superato, nel suo futbol bailato, dalle asfissie tattiche di Sacchi, quell'ultimo pomeriggio del 1988 la Roma fece il suo figurone, contro un Napoli che, comunque, schierava tal Diego Armando Maradona, oltre a Giordano, Careca, Carnale, Crippa, De Napoli, Ferrara e Corradini (per citarli in ordine sparso). La partita fu giuocata una porta sola, con la Roma capace di scagliare ben otto tiri in porta contro i tre soli dei partenopei; però s'aveva la sensazione che per la Roma quella sarebbe stata una partita stregata, almeno fino all'87 allorquando un'azione insistita di Tempestilli portò lo stesso futuro dirigente romanista a crossare per Voeller che di testa insaccherà alle spalle del compianto Giuliano Giuliani. Un goal a tre minuti dalla fine ci regalò una vittoria sofferta e meritata, che ci illuse di poter tornare a competere per le vette altissime della Serie "A"; ma quello sarebbe stato l'ultimo acuto prima di un inverno mostruoso... basti pensare che la vittoria successiva sarebbe arrivata il 2 Aprile successivo! Ma questa è un'altra storia.
Per noi della Roma, oltretutto, questo match và a porsi al centro di un Febbraio indimenticabile, al di là di come finirà. Non solo quella di Sabato sera sarà l'ultima partita prima dell'ottavo di Champions contro gli Ucraini dello Shaktar Donetsk (a proposito, ma la UEFA non aveva deciso di radiare le squadra ucraine perchè, avendo come sponsor Unicredit, DOVEVA favorirci? Poveri crani vuoti....), ma anche, e soprattutto, si pone nel bel mezzo della fase di cessione del club. Per oggi Venerdì 11 Febbraio 2011 sarebbe previsto l'arrivo della documentazione relativa alla solidità del gruppo capeggiato da Thomas Di Benedetto per decidere se Rotschild, Roma2000, Newco Roma, Unicredit e Italpetroli possano o meno concedere l'esclusiva agli statunitensi in vista della cessione del Club. Fino a ieri si dava per scontata la data odierna d'arrivo della documentazione, ipotizzando persino un'accelerazione nella trattativa e, di conseguenza, nella cessione; ma già stamattina il Romanista ricordava le problematiche connesse al fuso orario, ritendo, perciò, estremamente concreta la possibilità che il tutto slitti alla prossima settimana. Sul fronte campo si registrano i continui problemi di Adriano: rientrato in Brasile per curare la distorsione alla spalla destra, è stato prima fotografato in unparty con un boccale di birra in mano, poi gli è stata sequestrata la patente perchè, pur essendo stato "pizzicato" palesemente ubriaco si è rifiutato di sottoporsi all'etilometro; in conferenza stampa oggi Ranieri ha detto che, secondo quanto è di sua conoscenza, Adriano era seduto sul lato passeggeri. I conti non tornano. Altre voci ci hanno sussurrato come Ranieri abbia rifiutato un contratto di un anno (anche se non capisce chi glielo abbia proposto) e come Mexes, invece, abbia chiesto un quinquennale a 5milioni di Euro, e anche quì ci chiediamo chi sia stato l'interlocutore del francese.....
Tornando a maggiori certezze la memoria riavvolge il suo nastro indietro di oltre 22 anni: all'epoca il calendario ci tirò un brutto scherzo, infatti si decise di far giuocare la serie "A" persino il giorno di San Silvestro. Era il 31 Dicembre 1988 e per quell'ultima dell'anno all'Olimpico s'affrontarono la Roma e il Napoli. Certo far venire dei napoletani a Roma il 31/12 fu un affare soprattutto per lo smercio di mortaretti e petardi. Dicevamo: quella era una Roma disastrata come lo stadio nel quale era costretta a esibirsi. Dopo i fasti della prima metà degli anni ottanta la presidenza Viola stava passando un periodo di forte ridimensionamento, soprattutto economico; infatti, mentre il presidente aveva proposto per i Mondiali di Calcio, l'edificazione di un nuovo stadio, il Coni preferì "ristrutturare" (nei fatti sventrare e riedificare) il vecchio Stadio Olimpico: il risultato fu una strattura brutta al posto di qualcosa di organico al resto del Foro Italico, costi lievitati mostruosamente e grave perimento per le casse della Roma nel momento in cui l'arrivo di Berlusconi aveva già fatto saltare tutti i parametri economici. Quella stagione la Roma s'era presentata al via con una rosa molto ampia, numericamente, ma assolutamente inadeguata alle vette della serie "A", nonostante le aspettative del pubblico romanista, inebriato dal facile terzo posto della stagione precedente. Per intendersi era l'anno di Andrade e Renato, ma anche del non facile inserimento del giovane Rizzitelli, chiamato a sostituire nientemeno che Bomber Pruzzo, passato a chiudere la carriera a Firenze, del prestito dal Milan di Daniele Massaro e dell'arrivo dal Napoli dell'Epurato Moreno Ferrario. Nonostante la rosa romanista avesse dei limiti strutturali impressionanti, acuiti oltretutto dal crepuscolo di Nils Liedholm, ormai superato, nel suo futbol bailato, dalle asfissie tattiche di Sacchi, quell'ultimo pomeriggio del 1988 la Roma fece il suo figurone, contro un Napoli che, comunque, schierava tal Diego Armando Maradona, oltre a Giordano, Careca, Carnale, Crippa, De Napoli, Ferrara e Corradini (per citarli in ordine sparso). La partita fu giuocata una porta sola, con la Roma capace di scagliare ben otto tiri in porta contro i tre soli dei partenopei; però s'aveva la sensazione che per la Roma quella sarebbe stata una partita stregata, almeno fino all'87 allorquando un'azione insistita di Tempestilli portò lo stesso futuro dirigente romanista a crossare per Voeller che di testa insaccherà alle spalle del compianto Giuliano Giuliani. Un goal a tre minuti dalla fine ci regalò una vittoria sofferta e meritata, che ci illuse di poter tornare a competere per le vette altissime della Serie "A"; ma quello sarebbe stato l'ultimo acuto prima di un inverno mostruoso... basti pensare che la vittoria successiva sarebbe arrivata il 2 Aprile successivo! Ma questa è un'altra storia.
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