E' il momento dell'esordio assoluto all'Olimpico per Vincenzo Montella allenatore. Dopo la vittoria di Bologna la Roma è come "a metà del guado", come color che son sospesi. La sensazione è stata quella di una squadra viva, capace, se messa col suo più congeniale 4-2-3-1 di sapersi muovere, quindi ad oggi sembrano essere rinate sensazioni positive in vista del proseguio di stagione e, in parte, anche della prossima. Essendo passate solo 48 ore dall'ultimo match non ci sono notevoli cambiamenti di cronaca, se si esclude la richiesta presentata dallo Shaktar di squalifica verso De Rossi, reo di aver colpito un avversario col pugno nell'incontro di andata di Champions. Questo blog non si esprime, non avendo ancora visionato il video incriminante, ma sottolinea come lo Shaktar abbia aspettato quasi 15 giorni per appellarsi alla UEFA e, soprattutto, come questo ricorso sia arrivato il giorno seguente la vittoria di Bologna... non è che le sensazioni positive verso la Roma che abbiamo avuto noi le hanno avute pure i dirigenti dello Shaktar?
Intanto sempre in ambito De Rossi registriamo come l'emittente Centro Suono Sport e, soprattutto la trasmissione "Te la do io Tokyo" lascino intendere, soprattutto col trucchetto delle telefonate in diretta, che De Rossi sia artefice di una sorta di tradimento tanto verso la dirigenza Sensi quanto, soprattutto, verso TOTTI, sottolieando spesso come questi sia stato lasciato solo in panchina a Bologna, facendo parlare al telefono uno spettatore che ha raccontato di aver visto il pullman della Roma uscire dal Dall'Ara con Totti seduto dietro da solo e, soprattutto, sottolineando l'"infamata" di De Rossi, ovverossia quella di essere corso ad abbracciare Doni a fine partita, dimostrando come il mediano abbia scelto di schierarsi col "clan" dei brasiliani e di Montali, esautorando prima Sensi, poi Totti e, infine, Ranieri. Ovviamente nè Mario Corsi nemmeno gli altri presentatori della Radio hanno MAI detto una frase simile, ma il concetto, supportato da telefonate mai interrotte, è in buona sostanza questo. Quando penso a De Rossi e Doni a me, invece, vengono in mente le frasi del mediano alla fine di Milan-Roma quando difese Doni, soprattutto da certi papponi che entrano a Trigoria e fanno il comodo loro e poi per radio insultano Doni. (Citazione quasi testuale) Il lunedì seguente Mario Corsi ovviamente glissò sul tema, sostenendo come, a suo dire, dopo aver sentito De Rossi privatamente al telefono, quelle parole di fuoco fossero rivolte a Alessandro Lucci e non a lui.
Intanto, siccome il clima che si respira intorno alla squadra è una fogna, vorremmo rimembrar cose maggiormente piacevoli. Anche se la memoria ci riporta a tempi fossanche peggiori, il ricordo resta dolce e, in questo momento è doveroso. Era il 19 Dicembre 2004 e, oltre ad essere il compleanno di un nostro amico al quale non faremmo MAI mancare un caloroso abbraccio, la Roma si trovava col quarto allenatore stagionale, quello che in quella disgraziata stagione avrebbe fatto più punti sia assoluti sia per singolo incontro: il bistrattato Luigi Delneri. Era quell'anno una squadra tecnicamente superiore ai risultati ottenuti, ma senza uno straccio di gioco e preparazione, svuotata nell'animo e nel fisico da 5 anni di Capello, dalla malattia di Franco Sensi, dalle diatribe interne tra Rosella Sensi e Franco Baldini, da un Cassano ingombrante e maleducato, dal rischio fallimento dell'estate precedente e menomata da Luciano Moggi che, scoprimmo poi, quell'anno eterodiresse tutta la stagione, favorendo i suoi amici! Nonostante le premesse da tracollo quella squadra aveva davanti due signori che rispondevano ai nomi di Vincenzo Montella e Francesco Totti. Quel giorno batterono da soli il Parma, rifilando ai malcapitati emiliani una doppietta a testa, intramezzata dal goal di Cassano. Da ricordare soprattutto il primo dei due goals del Capitàno, non tanto per la difficoltà, ma perchè con quella segnatura toccò quota 107 goals con la Roma diventando il miglior cannoniere della Roma di tutti i tempi. Un traguardo che festeggiò sfoggiando una maglietta dedicata alla Roma, ma soprattutto al suo amore per questa squadra, con la scritta "107 volte solo con te", con quel TU così carico di sentimenti che si regala solo alla donna amata. E noi, invece, ieri, oggi, domani e sempre non potremo dir altro al nostro capitano solo che GRAZIE!!!!!
Intanto sempre in ambito De Rossi registriamo come l'emittente Centro Suono Sport e, soprattutto la trasmissione "Te la do io Tokyo" lascino intendere, soprattutto col trucchetto delle telefonate in diretta, che De Rossi sia artefice di una sorta di tradimento tanto verso la dirigenza Sensi quanto, soprattutto, verso TOTTI, sottolieando spesso come questi sia stato lasciato solo in panchina a Bologna, facendo parlare al telefono uno spettatore che ha raccontato di aver visto il pullman della Roma uscire dal Dall'Ara con Totti seduto dietro da solo e, soprattutto, sottolineando l'"infamata" di De Rossi, ovverossia quella di essere corso ad abbracciare Doni a fine partita, dimostrando come il mediano abbia scelto di schierarsi col "clan" dei brasiliani e di Montali, esautorando prima Sensi, poi Totti e, infine, Ranieri. Ovviamente nè Mario Corsi nemmeno gli altri presentatori della Radio hanno MAI detto una frase simile, ma il concetto, supportato da telefonate mai interrotte, è in buona sostanza questo. Quando penso a De Rossi e Doni a me, invece, vengono in mente le frasi del mediano alla fine di Milan-Roma quando difese Doni, soprattutto da certi papponi che entrano a Trigoria e fanno il comodo loro e poi per radio insultano Doni. (Citazione quasi testuale) Il lunedì seguente Mario Corsi ovviamente glissò sul tema, sostenendo come, a suo dire, dopo aver sentito De Rossi privatamente al telefono, quelle parole di fuoco fossero rivolte a Alessandro Lucci e non a lui.
Intanto, siccome il clima che si respira intorno alla squadra è una fogna, vorremmo rimembrar cose maggiormente piacevoli. Anche se la memoria ci riporta a tempi fossanche peggiori, il ricordo resta dolce e, in questo momento è doveroso. Era il 19 Dicembre 2004 e, oltre ad essere il compleanno di un nostro amico al quale non faremmo MAI mancare un caloroso abbraccio, la Roma si trovava col quarto allenatore stagionale, quello che in quella disgraziata stagione avrebbe fatto più punti sia assoluti sia per singolo incontro: il bistrattato Luigi Delneri. Era quell'anno una squadra tecnicamente superiore ai risultati ottenuti, ma senza uno straccio di gioco e preparazione, svuotata nell'animo e nel fisico da 5 anni di Capello, dalla malattia di Franco Sensi, dalle diatribe interne tra Rosella Sensi e Franco Baldini, da un Cassano ingombrante e maleducato, dal rischio fallimento dell'estate precedente e menomata da Luciano Moggi che, scoprimmo poi, quell'anno eterodiresse tutta la stagione, favorendo i suoi amici! Nonostante le premesse da tracollo quella squadra aveva davanti due signori che rispondevano ai nomi di Vincenzo Montella e Francesco Totti. Quel giorno batterono da soli il Parma, rifilando ai malcapitati emiliani una doppietta a testa, intramezzata dal goal di Cassano. Da ricordare soprattutto il primo dei due goals del Capitàno, non tanto per la difficoltà, ma perchè con quella segnatura toccò quota 107 goals con la Roma diventando il miglior cannoniere della Roma di tutti i tempi. Un traguardo che festeggiò sfoggiando una maglietta dedicata alla Roma, ma soprattutto al suo amore per questa squadra, con la scritta "107 volte solo con te", con quel TU così carico di sentimenti che si regala solo alla donna amata. E noi, invece, ieri, oggi, domani e sempre non potremo dir altro al nostro capitano solo che GRAZIE!!!!!
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