domenica 8 febbraio 2009

Roma-Genoa 3-0. Olè

Due indizi fanno una prova: ecco è la seconda volta che in tre settimane la Roma affronta una "grande sorpresa" del campionato e j'ammolla tre fischioni! Onestamente credo che questo possa bastare, ma è giusto pure snocciolare la cronaca di un match da "Braccia larghe, bocca verso il basso e occhi sgranati" (fatelo anche voi e capirete cosa intendo!). Il Genoa si presenta all'Olimpico tronfio e sovraccarico di una iubris da far uscire di senno qualsiasi Dio, figurarsi gli undici giallorossi, oggi autentici sacerdoti di Eupalla, anzi incarnazioni della stessa. Il Genoa prova a proporsi con il Principe Milito (ma all'Olimpico il Principe è un'altro calciatore.... i nomi non si usurpano!) e onestamente un po' di scompiglio nella terza linea capitolina riesce a portarlo, ad esempio con Sculli che al terzo cerca lo stesso Milito e poi con Thiago Motta che al quarto manda una botta di poco alta. A questo punto la Roma inizia a dettare la propria inesorabile legge: Perrotta al sesto gira di potenza ma troppo centrale per Rubinho e un minuto dopo con Vucinic che brucia sullo scatto Biava e tira verso l'angolino sinistro di Rubinho che quasi per terra riesce a mettere in angolo. La gara è veloce e piacevole, la Roma dà netta l'impressione di aver preso bene le misure dell'avversario e al 26esimo, proprio quando tutti si aspettavano, comunque, un goal del Genoa, una bellissima azione lanciata da Cicinho vedeva Totti dialogare nello stretto con Matteo Brighi e poi lanciare in area Simone Perrotta che, dal centrodestra del fronte d'attacco romanista, scucchiaiava sotto l'uscente Rubinho per l'accorrente Cicero che non aveva difficoltà a insaccare a porta vuota. Un goal fantastico! Ben costruito con un'azione tutta di prima! Il tempo di festeggiare, di esultare e riprendere il giuoco che la maledizione-Panucci si abbate anche su Cicero-pro-domo-sua! Il terzino brasiliano nello stoppare un pallone lanciato in profondità si impunta malamente col ginocchio e cade da solo. Un dolore immenso, una smorfia d'altri tempi e Spalletti è costretto, suo malgrado, a far esordire in maglia Giallorossa Marco Motta. Il giovane neo terzino romanista è preso sotto curatela da Mexes che lo catichizza ben bene e da Taddei che non lo espone mai alle percussioni soprattutto di Jankovic operante su quel lato. Fino al duplice fischio c'è solo la Roma che ci prova ora con Totti, ora con Perrotta ora ancora con Vucinic. Il primo tempo termina tra gli scroscianti applausi dell'Olimpico autenticamente sbalordito dalla prova d'autore della sua Roma, prova estremamente frustrante per i tronfi genoani che già ancor prima della fine del primo tempo perdono Gasperini espulso per reiterate proteste e accumulano un monte ammonizioni importante.Nel secondo tempo non si fà nemmeno in tempo a pensare a uno scherzo del grifone che De Rossi parte dalla propria area di rigore palla al piede taglia tutto il campo e serve, con un delizioso pallonetto a incrociare l'accorrente MIrko Vucinic che tira con sinistro al volo sotto la traversa piegando le mani all'incolpevole Rubinho. Tutti in piedi. Standing ovation! Fantastico, superbo.... gesti come questo esaltano il pubblico e non fanno altro che aumentare il rammarico nel tifo romanista per la stagione che sarebbe potuta essere e che non sarà! La partita sembra essere assolutamente in pugno giallorosso. La statistica ricorda come il Genoa in questa stagione sia una squadra da goal negli ultimi quindici minuti. Ma non sembra l'aria. Tranne che per Gianluca Rocchi che si inventa al nono minuto l'espulsione per Rodrigo Ferrante Taddei su un normalissimo contrasto sulla linea mediana. A questo punto la coperta comincia a essere eccessivamente corta, anche perchè quest'espulsione (che se non sapessimo che Rocchi si è dimenticato la sua nascita Fiorentina definiremmo strategica) espone l'esoridente Marco Motta alle folate degli avanti Genoani, ma il nostro è bravissimo a non farsi superare mai, tranne uno stupido tentativo di uscita a palleggio intorno al trentesimo. Spalletti comprende la situazione e richiama prima Vucinic per un più fisico Julio Baptista e poi Totti per un più geometrico Aquilani. I risultati sono incerti, il Genoa attacca incaponendosi troppo per vie centrali, mentre i due là davanti tendono a ignorarsi un po' troppo fallendo delle ghiottissime occasioni per chiudere l'incontro. Prima Baptista non passa la palla ad Aquilani solo all'ingresso dell'area di rigore, ma si conquista una bellissima punizione dal limite che spara di poco alta, poi è il mediano a sbagliare il passaggio filtrante in contropiede che avrebbe messo la bestia in porta. Fino al 46simo del secondo tempo, quando, su lancio di Mexes, Baptista salta Biava e Ferrari e lascia partire una secca staffilata di destro che si incrocia alla convergenza dei pali, niente da fare per il pur vigile Scarpi. Tre a zero e tutti a casa con la doppia doccia fredda: la Fiorentina passata in vantaggio a un minuto dalla fine, con Gilardino e la Juventus in goal a Catania all'ultimo con sputacchiera Poulsen. Fortunatamente la partita della Lazio vedeva questa soccombere all'ultimo istante grazie a un papaerone di Muslera.... peccato che era la stessa di Firenze. A proposito ma quello forte forte (Carrizo) che fine ha fatto?


Pagelle


Doni 7,5 salva più volte il risultato. E' concentrato e si vede. Sia sempre così
Cicinho 7 un goal fantastico a coronamento di un'azione travolgente da lui stesso avviata. E poi non si fà saltare mai peccato per l'infortunio. Incrociamo le dita
Juan 7 Milito non la struscia e il merito è il suo. Non si fà intimorire si vede che ha classe ed esperienza da vendere.
Mexes 7 catechizza Motta dimostrando notevoli doti di leadershep; fà sentire il suo fisico su Jankovic e Sculli. Rugantino
Tonetto 7 corre, salta fà l'ala e il terzino. Ben tornato in forma. Non butta mai via il pallone.
Taddei 6,5 mezzo punto in meno per l'espulsione, ma protegge la fascia e rilancia l'azione con una velocità degna del miglior Di Francesco.
De Rossi 8 prende in mano il centrocampo, la difesa e, quando serve, l'attacco romanista. Manca solo che faccia il caffè e poi stiamo a posto. Delizioso l'assist per Vucinic e, ciliegina sulla torta, a fine partita dice: "Noi dovremmo baciare in Terra ovunque passi Spalletti". Alla faccia di chi dice che i due abbiano litigato
Brighi 7,5 è infaticabile, autentico uomo ovunque. Non perde mai la calma e non rilancia mai a casaccio. Esce palla al piede anche dalle situazioni più delicate. E Lippi non l'ha convocato!
Perrotta 6,5 grandissimo faticatore, ogni tanto sbaglia l'appoggio ma è furbo e, soprattutto, ha ricominciato a incunearsi nelle difese altrui.
Vucinc 8 un goal capolavoro, una lotta continua su tutto il fronte d'attacco romanista. Oggi è in fomra e avrebbe meritato la tripletta. Se Rocchi non avesse espulso Taddei forse l'avrebbe fatta.
TOTTI 7,5 dispensa classe a ogni dove. Ogni suo tocco di palla e una potenziale occasione da goal. Quando la Roma soffre, rientra persino nella propria area. Doc'è chi lo definisce: "Culo di piombo", "Mai decisivo", "Finito"? Dov'è??

Spalletti 7,5: "Tutti, calciatori, società e tifosi, devono baciare per terra dove cammina". De Rossi commenta al meglio!

Sostituzioni

Motta/Cicinho 7: è all'esordio con la maglia della Roma e non si vede. Ordinato, pulito non soccombe e spinge. Benvenuto
Baptista/Vucinic 6,5 segna un gran bel goal e ne sbaglia uno, più un passaggio per Aquilani. Comunque fà il suo e lo fà bene
Aquilani/Totti NG meglio mettere NG!

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