venerdì 27 febbraio 2009

Inter-Roma: i precedenti.

Il big match delle ultime tre stagioni (anche se nell'ottobre 2005 non lo immaginavamo), tra le due squadre che si sono spartite le prime due posizioni sul podio nazionale sia in campionato che in coppa Italia. Purtroppo quest'anno la sola squadra, delle due, che realisticamente potrà vincere il campionato sarà l'Inter. Comunque torniamo con la memoria all'inizio della sfida degli utlimi anni: era mercoledì 26 Ottobre 2005 e, a causa della pessima stagione precedente e del ridimensionnamento tecnico seguito al tricolore del 2001, la sfida con la Roma per l'Inter non è considerata essenziale. A San Siro scende una Roma reduce da un pareggio sfortunato nel derby e con una tradizione negativissima nello stadio milanese: nessun successo da undici anni. Lo Stadio San Siro è semideserto e la Roma ancora non ha trovato la sua identità tattica: quel giorno Spalletti schiererà Totti trequrtista alle spalle di Montella, con Amantino e Taddei larghi. Tutto sembrava scritto all'avvio: ma dopo nemmeno un quarto d'ora Top Gun regalerà uno degli ultimi acuti in maglia giallorossa.... beh almeno, pensa il tifoso romanista medio, sconfortato da un decennio di legnate a Milano, un golletto lo abbiamo segnato.... invece non sapevamo come Eupalla avesse deciso di materializzarsi sul cielo milanese, benedicendo i piedi del suo miglior figlio. La trasposizione dal terreno al trascendente calcistico arriverà al minuto quaranta del primo tempo: Totti, presa palla dalla propria metà campo, taglia la difesa e il centrocampo interisti, punta la porta avversaria e, mentre il prosaico popolo romanista da casa, credendo di avere a che fare con un calciatore, gli suggeriva a gran voce di passare il pallone a uno tra Taddei e Montella liberissimi, in quel momento Lui non era più semplicemente un giocatore di calcio, il Capitàno di una squadra di calcio di serie A, NO: in quel momento Lui era l'Achille della Pedata, il figlio più bello degli Dei dell'Olimpo e, gli Dei, capricciosi quanto si vuole, in quella sera d'autunno hanno deciso di regalare la grazia della perfezione totale e assoluta. UN GOAL DI IMPOSSIBILE BELLEZZA ANDAVA A METTERSI ALLE SPALLE DEL PROSAICO JULIO CESAR DA FUORI AREA CON UN PALLONETTO SCAGLIATO CON LA LEGIADRIA DEL COLIBRì, E LA PRECISIONE DEL CHIRURGO. Il tabellino parlerà di Inter-Roma 2-3, un altro goal di Totti su rigore, poi una doppietta di Adriano favorita da una sciagurata uscita del giovane Doni... dirà di Spalletti che, a fine partita, dirà a Dacourt e Nonda: "Mi siete graditi poco".... le cronache parleranno anche di queste cose, ma i Vangeli del calcio parleranno SOLO DEL CAPOLAVORO DEL CAPITANO!

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