martedì 9 novembre 2010

Roma-Fiorentina. Il precedente.

Nemmeno il tempo di godersi la vittoria del Derby che dobbiamo ri tuffarci nel campionato. Orfani di Cassetti ma col rientro di Capitàn TOTTI ci attende una super sfida contro la Fiorentina. La squadra dei Della Valle, in fase di profonda dismissione, naviga in acque un tantinello agitate, col mister MIhajlovic, dimenticabile ex della sfida, sempre sull'orlo del baratro. Intanto registriamo la prima panchina saltata in Serie "A", quella del Genoa di Giampiero Gasperini, evidentemente non zompa solo il Marchese ma anche Gasperino il Carbonaro. Intanto ben lieti del risultato del Derby adeso dobbiam mantener desta la concentrazione per non sciupar il piccolo rilancio figlio delle due vittorie consecutive sin quì ottenute. Per trovar la giusta carca necesse est risalir addietro fin oltre un quarto di secol orsono, allorquando pella sesta giornata del campionato nazionale di calcio, serie "A", stagione 1981-82 si consumò la sfida-scudetto tra la Roma e la Fiorentina. La tenzone vien ricordata pell'infortunio accorso al giovin Ancelotti che lo costrinse a disertar la trionfal trasferta iberica dell' azzurri nell'estate successiva, ma ancor vieppù pella segnatura di pregevolissima fattura che fece stropicciar l'occhi all'Italia tutta, appalesando in ogni forma l'intierezza del Divino e la sublimazione fatta samba della pedata insegnata da Mastro Liedholm. Per gli aedi delle gloriose gesta giallorosse, memori d'un branetto commerciale da discoteca in voga, all'epoca, già da circa un decennio intitolato "La bella società" e prodotto con maestria pionieristica con l'utilizzo della nascente tecnologia computerizzata, da un gruppo chiamato "Popcorn", fu facile descrivere lo svolgersi dell'azione del raddoppio e del definitivo 2-0 con le parole (a onor del vero errate) "Nela-Nela-Marangon-Nela-Nela-Margon-pè Farcao che de tacco arza a Pruzzo che fà gò!"


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