lunedì 29 novembre 2010

Palermo-Roma 3-1.

Poche parole. Abbiamo perso un'occasione di platino per issarci al terzo posto, invece siamo addirittura settimi. Una Roma inizialmente arrembante con un Totti in buona forma, e un Menz ispirato, soffre maledettamente a centrocampo, dove Pizarro è fuori condizione e De Rossi fuori ruolo. Il risultato è l'assoluta mancanza di filtro che espone la difesa, che non fà reparto, ai micidiali contropeide palermitani. E' proprio uno di questi che apre la crepa che, nel secondo tempo, diventerà voragine: la difesa non è piazzata bene, Riise si trova nella linea di gallegiamento, Juan e Mexes sbandano paurosamente, mentre Cassetti è troppo lontano e Miccoli infila Bertagnoli sul suo palo. Anche il portiere non sembra immune da colpe. E' solamente la fine del primo tempo. Commenti unanimi dicono che il risultato di vantaggio palermiitano sia ingiusto. Evidentemente queste considerazioni sono state fatte anche negli spogliatoi, tant'è che nel secondo tempo, invece, il risultato acquista corpo e leggittimità. Prima due contropiede (Uno di Pastore e l'altro di Miccoli) sono annullati da Bertagnoli, ma il terzo, sia pur a difesa schierata, è deleterio e Ilicic, difatto, chiude la partita. Sul tabellino comparirà anche il goal di Nocerino e, all'ultimo istante, il primo goal su azione di Totti nella stagione. Pessima prova e pessimi presagi: Totti e Borriello in campo non si parlano e se lo fanno è per insultarsi, a furia di rientrare Menez sembra diventato schiavo dell'ossesione di essere al servizio della squadra e non ha più lo spunto e, comunque, non difende; quando c'è Pizarro De Rossi sembra un ectoplasma, e Pizarro, almeno ieri, lo era anche di più. Vucinic pare abbia accusato un dolore alla caviglia, i maligni ritengono sia un dolore diplomatico, stante la concorrenza di Borriello (sarebbe ora che iniziasse a segnare anche in trasferta!)... insomma o arriva la svolta ORA SUBITO ADESSO, oppure questa sarà la più grande stagione rimpianta della nostra storia.





venerdì 26 novembre 2010

Palermo-Roma. L'arbitro

E' Christian Brighi. Nasce a Cesena lo 03 Luglio 1973. esordisce in Serie "A" a 30 anni, lo 07 Dicembre 2003 allorquando diresse Sampdoria-Siena 2-1. A livello internazionale non è mai andato oltre la figura di "Quarto uomo" nelle partite di Champions League.
L'ultimo precedente con la Roma, purtroppo, non è dei più felici, visto che gli costò persino una ricusazione da parte nostra, ricusazione evidentemente rientrata con l'avvicendarsi da Collina a Braschi nella guida dei fischietti italiani; infatti noi romanisti ci ricordiamo di lui per il furto perpetrato ai nostri danni il 24 Settembre 2008, allorquando a Genova contro il Genoa annullò a tal Panucci il goal del 2-2 per un fuorigioco INESISTENTE e poi espulse in modo frettoloso De Rossi.
OCCHIO!!!


Palermo-Roma. Il precedente.

Continua la marcia di avvicinamento della Roma al verdetto di fine stagione. Al momento non sappiamo quale sarà, speriamo, solamente, di non doverci mangiare le mani per i punti buttati a inizio stagione. Dal punto di vista societario, per quanto si avvicinino i tempi della redazione della short list, con relativa escussione della DUE DILIGENCE, ancora tutto è nebuloso. Sul tappeto sembrano essere rimasti in tre: Aabar (il più gradito alla tifoseria, ma quello che NON comprerà mai la Roma), un non ben chiaro fondo di Boston e il temutissimo Angelucci, (al contrario di Aabar sgradito alla tifoseria, ma graditissimo dalle parti di Palazzo Chigi). Intanto Rotschild, conscia dell'impossibilità, perlomeno, di rientrare della situazione creditoria vendendo la Roma all'editore Angelucci, pare abbia deciso di procrastinare i tempi per la presentazione delle offerte vincolanti; probabilmente in attesa del 14 Dicembre 2010, allorquando Berlusconi si presenterà per la fiducia in Parlamento: se dovesse cadere il Governo potrebbero aprirsi scenari interessanti anche per la Roma. Vediamoli
A) Si và alle elezioni, potrebbe essere l'occasione d'oro per vendere la Roma anche a imprenditori stranieri, approfittando della momentanea vacanza di potere. Il rischio portrebbe essere legato a una riluttanza da parte di compratori stranieri a fare investimenti in un mercato fortemente "Illegale" come quello italiano, senza sapere chi e come lo dovesse governare. In quest'ultimo caso sarebbe estremamente probabile la permanenza in sella di una Rosella Sensi sempre più "commissariata" e si aprirebbero scenari tragici per la Roma, in vista tanto della stagione 2011-12, quanto per la successiva estate, con la Roma totalmente di proprietà della Banca.
B) Nasce un governo tecnico: sarebbe estremamente interessante capire quale "pendenza" politica avrebbe: un governo ancora a forte presenza leghista, magari non palesemente osteggiato da Berlusconi regalerebbe una nuova speranza a Angelucci, un governo palesemente osteggiato da Berlusconi avrebbe, dal punto di vista romanista, l'indubbio merito d'essere talmente antiberlusconiano da accettare qualsiasi operazione, sarebbe sicuramente impelacato in faccende ben maggiori, quindi potrebbe sorvolare su una questione tutto sommato marginale come la cessione della Roma; ma, dal punto di vista romanista, allontanerebbe ancora una volta un imprenditore straniero, perchè, dal punto di vista dell'imprenditoria straniera, significherebbe entrare in un giro politicamente non chiaro, oltretutto col forte rischio di essere stati benedetti da una classe dirigente che, alla prossima tornata elettorale, sarebbe a forte rischio "scomunica". Insomma non si entra in Vaticano a dispetto del Papa!
Senza pensare a queste brutture rimettiamoci in campo. Il campo ci racconta di una Roma reduce da una bellissima rimonta in casa ai danni del Bayern Monaco. Prima di usare il termine storica o "eroica" ci andrei piano: il Bayern ha giocato, se l'è giocata, ma è sempre una squadra già matematicamente qualificata e balbettante in campionato.... quindi è probabile che la Roma abbia saputo mettere quel qualcosa in più che Martedì i bavaresi non avevano. Fatto stà che la Roma, in due mesi, ha battuto i campioni e i vice-campioni d'Europa!!
Il prossimo incontro è previsto per Domenica sera alle 20,45 a chiusura della giornata. La memoria ci riporta a Domenica 06 Maggio 2007; nella stgione Strana del post-calciopoli la Roma arrivò ben seconda riuscendo a togliersi qualche soddisfazione, ma non impensierendo mai l'Inter che, infatti, avrebbe vinto lo scudetto con circa 20 punti di vantaggio. Purtuttavia anche per noi c'era un qualcosa da conquistare, oltre alla riconferma per la Champions dell'anno precedente e il secondo posto al netto delle penalizzazioni: la Scarpa d'oro per l'Immenso. Proprio quella partita fu una delle pietre miliari lungo il cammino del primo trofeo individuale vinto da un giocatore della Roma. Una gran punizione dai 20 metri al diciassettesimo di Totti e poi un goal magistrale con un'azione da calcio a cinque di Cassetti al 36esimo regolarono il Palermo. Nel finale un goal di Giovanni Tedesco rese meno amaro il pomeriggio per gli uomini del duo Gobbo-Pergolizzi

mercoledì 24 novembre 2010

Roma-Bayern Monaco 3-2. Olè!

Due tempi, due volti. Una Roma perde il primo tempo 2-0, travolta dalla furia del Bayern di Gomez. L’altra vince il secondo 3-0, grazie alle idee di Menez, alla grinta di Borriello, alla tenacia di De Rossi e alla puntualità di Totti. Nel giorno in cui UniCredit ha definito la short list per la cessione della società, riducendo a tre i pretendenti (il romano Angelucci, il fondo di Abu Dhabi Aabar e un imprenditore statunitense), i giallorossi tornano a vincere in Champions all’Olimpico grazie ai gol di Borriello, De Rossi e Totti e adesso nell’ultima sfida a Cluj basta un punto per qualificarsi agli ottavi. Si comincia con Totti che sorride ad Adriano in panchina, le due tifoserie (gemellate) che si scambiano convenevoli, Ranieri che punta ancora su Greco e dà spazio a Borriello e Vucinic, Van Gaal (che ha dovuto lasciare in Germania gente come Van Bommel, Olic, Robben e Klose oltre allo squalificato Schweinsteiger) che manda in campo il secondo portiere e ne porta solo sei in panchina. Bastano quelli in campo, almeno nel primo tempo. Basta Mario Gomez, che con la doppietta di stasera si porta a quindici gol stagionali. Basta Ribery, che con i suoi movimenti precisi e veloci manda in tilt la difesa della Roma. Una difesa che in Champions comunque continua a subire troppo: 10 gol nelle 5 partite europee di questa stagione. Il primo brivido arriva al 2’ con un rinvio maldestro di Julio Sergio, decisamente in giornata no, che finisce tra i piedi di Gomez che lo grazia. La Roma ci prova con Borriello, che di sinistro impegna Kraft, Menez, che spara alto dopo un tiro di Borriello respinto dal portiere, e con Vucinic da fuori. Il Bayern pressa, i giallorossi soffrono ma al 23’ hanno la prima vera occasione della partita: botta da fuori di Greco, respinta corta del portiere ma il tiro di Vucinic finisce in curva. Il Bayern ne approfitta e cresce. Cassetti salva su Gomez ma al 33’ Ribery dal lato destro dell’area inventa un assist che spiazza tutta la distratta difesa della Roma: Mario Gomez non perde tempo, Cassetti lo chiude male e l’attaccante realizza la rete del vantaggio. Passano sei minuti e rieccolo, con i suoi 189 centimetri, sfruttare al meglio l’assist di Mueller dopo un pessimo retropassaggio di Menez, attaccare l’area giallorossa e di destro infilare uno Julio Sergio ancora stordito. Potrebbe arrivare lo 0-3, ma l’arbitro Mallenco non vede il fallo in area di Brighi su Ribery. Nell’intervallo cambia qualcosa. Nella ripresa in campo c’è un’altra Roma. Ranieri toglie Greco, nervosissimo, e manda in campo Simplicio. Tempo quattro minuti e arriva il gol: Menez sulla fascia destra si beve Demichelis dopo una progressione irresistibile, serve al centro Borriello che resiste alla marcatura di Lahm e infila Kraft. Lo stadio esplode e carica i giallorossi, un minuto dopo la Roma è di nuovo nell’area avversaria ma lo stop di Simplicio è decisamente poco elegante. Borriello è iperattivo, recupera palloni imprendibili, ma il Bayern ora è chiuso bene. Meno la Roma, chiaramente sbilanciata, che rischia mandando al tiro Mueller. Ranieri si infuria. Menez, opaco nel primo tempo, torna ad essere quello che ha esaltato Roma nelle ultime settimane: al 16’ assist perfetto in mezzo all’area, la palla finisce tra i piedi di Simplicio che a porta vuota tira male, lasciando a Kraft il tempo di arretrare e compiere un altro mezzo miracolo dopo aver tolto il pallone dalla testa di De Rossi. Non è finita: dalla distanza ci prova Brighi, altra prodezza del portiere. A poco più di un quarto d’ora al termine Van Gaal leva Mueller e mette Contento, meglio coprirsi un po’ con una Roma così. Mentre Ranieri azzarda: fuori Brighi dentro Totti. Al 36’ Vucinic, assolutamente in ombra fino a questo momento, serve Riise sulla sinistra che sforna un assist al bacio per Daniele De Rossi, forse il peggiore in campo, che di destro a portiere battuto firma il pareggio. Due minuti dopo: Totti lancia Borriello, Kraft lo atterra. Stavolta l’arbitro vede: calcio di rigore. E il capitano dal dischetto non sbaglia. Roma in vantaggio. Il Bayern, che nel secondo tempo non è mai entrato in partita, non reagisce. Per la squadra di Ranieri, che tra campionato e coppe non perde dal 19 ottobre, un trionfo assoluto




lunedì 22 novembre 2010

Roma-Bayern Monaco. L'arbitro.

E' lo spagnolo Alberto Undiano Mallenco, nato a Pamplona lo 08 Ottobre 1973. Internazionale dal 2004, esordisce in Champions il 12 Settembre 2006 in occasione, curiosamente, di un incotro del Bayern Monaco contro lo Spartak Mosca.
In Italia ce lo ricordiamo sempre per una partita del Bayern Monaco, esattamente Fiorentina-Bayern Monaco del 10 Marzo scorso, vinta dai gigliati 3-2, ma non sufficiente per il passaggio del turno, a causa dei disastri di Ovrebo dell'andata. Comunque la sensazione che il Bayern si sia portato l'arbitro da casa è fortissima!

Roma-Bayern Monaco. Il precedente

Riprende il ritmo serrato pella nostra amata Roma. Nemmeno il tempo di renderci conto d'esser stati per qualche ora terzi, ed esser indi nuovamente scivolati al sesto posto, che dobbiam ributtarci nella competizione europea di maggior prestigio. L'incontro che c'attende è di quelli che ben rendon l'idea su cosa voglia dir "Champions League", sul perchè quella musichetta tanto accenda l'animi dell'atleti chiamati a parteciparvi: sfidiam in casa nostra nientemeno che i vicecampioni d'Europa del Bayern Monaco. Per noi c'è in palio la qualificazione ancor lungi dal venire, per loro il prestigio essendo già matematicamente qualificati come primi. Ma è meglio non fidarsi dei teutonici: orgoglio nazionale, orgoglio di squadra e soldi sono sempre molle belle tese pronte a scattar ogniqualvolta scenda in campo una compagine alemanna.
Orgoglio e prestigio non devon difettar nemmeno alla Lupa. Non foss'altro pella memoria che l'incontro di cui all'oggetto ci richiama vieppiù. Era il Marzo del 1985 e, quel pomeriggio, ai quarti di finale di Coppa delle Coppe, la Roma doveva compiere l'Impresa: ribaltare lo 0-2 subito all'andata, per accedere alle semifinali. Curiosamente quel pomeriggio i panni di vicecampioni d'Europa erano i nostri.... purtroppo quel 20 Marzo l'impresa non riuscì. Dopo oltre due anni la Roma perdeva una partita in casa a livello europeo. Le reti di Matthheus e Kogl, intervallate dal momentaneo pareggio firmato Nela decretarono l'uscita di scena della Roma dalla Coppe delle Coppe e la fine di un ciclo. Quel 20 Marzo 1985 la Curva Sud si accorse del valore altamente simbolico di quell'uscita di scena e tributò un GRAZIE sempiterno agli eroi del secondo scudetto e del fantastico ciclo degli anni ottanta con la più lunga e struggente sciarpata mai vista in una curva di uno stadio, sotto una pioggia torrenziale.... perchè, proprio con quell'acqua, come disse il protagonista di Blade Runner, noi che quella Roma l'abbiamo vista possiamo dire: "Abbiamo visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.... ore questi ricordi svaniranno come lacrime nella pioggia!E' tempo di morire!".... A distanza di 25 anni quel grazie riecheggerà per sempre nei cuori di tutti i romanisti, di chi c'era ee di chi ancora non era nato. Perchè proprio quella sera lo seppe il Mondo Intero: "CHI TIFA NON PERDE MAI!".......


domenica 21 novembre 2010

Roma - Udinese 2-0. Olè!

Madames et monsieurs, voilà Jeremy Menéz, le Roi.

Stiamo esagerando? Forse, ma giusto un po'. Perché amici miei, qui siamo davanti a un talento vero, che finalmente è esploso in tutta la sua incredibile classe. Controllo di petto sulla trequarti, dribbling con cui irride i malcapitati Benatia e Coda e destro a giro sul secondo palo che lascia immobile Handanovic... il risultato non può che essere una standing ovation totale dell'Olimpico, che finalmente si coccola il suo gioiello. Erano mesi che (anche dalle pagine di questo blog) i tifosi chiedevano al Mister di dare continuità al francese, di credere in lui soprattutto come trequartista (il suo ruolo, spero si sia capito, è quello, punto.), di farlo crescere all'ombra del Capitano e farlo finalmente sentire uno dei pilastri di questa squadra. Per la Sud lo è diventato, ora sta a lui confermarsi su questi livelli. Dalla sua parte ha classe e talento da vendere... un pizzico d'impegno in più e le standing ovation - che l'Olimpico riserva solo ai più grandi - saranno per lui una piacevole abitudine.

Buone prestazioni anche da parte di Simplicio e Greco, che si fanno trovare concentrati e attenti ancora una volta, mentre a distanza di qualche ora, ancora non riusciamo a spiegarci il rosso di Burdisso. Mah.
Partita come sempre maiuscola di Borriello, che segna ancora una volta sotto la sud: tecnica e forza si fondono nel sesto centro stagionale. L'attaccante tanto atteso dai tempi di Batistuta è lui, ragazzi. Messa al sicuro la vittoria, Ranieri (che appare decisamente più sereno rispetto alle prime settimane) sostituisce saggiamente sia il centravanti che Menéz, in vista del prossimo impegno di Champions League contro il Bayern Monaco. Al loro posto i due più grandi interrogativi della stagione giallorossa: Baptista e Adriano. I due non incidono più di tanto sulla gara, riuscire a recuperarli sarebbe fantastico ma sembra una missione (quasi) impossibile.
Sor Clà, pensace te.

Daje!

sabato 20 novembre 2010

Ranieri: "Ho sbagliato anch'io"

“Ho sbagliato anche io: perché quando un allenatore si rende conto che qualcosa non funziona deve lavorare di più sulle teste dei suoi giocatori, io evidentemente non l’ho fatto abbastanza”: l’autocritica di Claudio Ranieri è uno degli elementi più importanti dell’intervista esclusiva concessa a Rivista Romanista. L’allenatore della Roma respinge i suoi detrattori: “Hanno detto che ero bollito, ma ho ragione io. Ho cercato di sistemare la squadra sugli avversari perché vedevo che le cose non funzionavano come l’anno scorso. Ora va meglio e si vede”. Sul gioco: “Io sogno di giocare come il Barcellona, ma è impossibile e me l’ha confermato anche Guardiola: Claudio, io posso giocare così solo a Barcellona, perché qui ce l’hanno tutti nel dna, ad esportarlo avrei problemi anch’io”. Sugli obiettivi: “Se l’Inter si concentra sulla Champions League ci fa un gran piacere…”. E sul contratto: “Io non ho mai chiesto il rinnovo, ma se n’era parlato. Firmare con una clausola che consenta al nuovo proprietario di liberarsi di me non m’interessa. Meglio allora restare liberi. Tanto io una squadra la trovo”

L'intervista completa potete leggerla su Rivista Romanista n.14, attualmente in edicola.

venerdì 19 novembre 2010

Roma-Udinese. L'arbitro

Daniele Orsato, di Montecchio Maggiore (SI) il 23 Novembre 1975. Esordisce in serie nella stagione 2007-08, ritorna ad arbitrare i colori belli, almeno in Campionato, dopo più di due anni: l'ultimo precedente nella massima serie tra noi ed Orsato risale al giorno 08 Novembre 2008 allorquando paregiammo in maniera del tutto sfortunata a Bologna con i felsinei.
Tristemente noto l'ultimo precedente assoluto, che risale al Gennaio 2009 allorquando diresse il quarto di finale di Coppa Italia secco tra noi e l'Inter, terminato, a causa di una direzione di gara vergognosa, 2-1 per i nerazzurri!


Roma-Udinese. Il precedente

Finalmente -sognavamo- una settimana per rimettersi a posto fisicamente, allenarsi come ai vecchi tempi, dal Lunedì al Venerdì, così al rientro troveremo la rosa al completo in vista del rush di fine anno! E manco pe niente! Le INUTILI amichevoli delle nazionali ci hanno restituito Riise, De Rossi e Mexes acciaccati, Borriello scontento per la non convocazione, Ranieri scontento, invece, per la convocazione di De Rossi e qualche ipotesi di certezza in più dal punto di vista societario: si stà materializzando l'incubo Angelucci. Ormai ci sono lui, il fondo Aabar (socio di Unicredit, quindi in puzza di compare) e un non ben identificato compratore americano. Soros, i Russi, Angelini, Fioranelli... ndo stanno? Intanto persino Spalletti è riuscito a vincere qualcosa: lo scudetto russo con lo Zenith San Pietroburgo. Registriamo i complimenti di Totti e la piccata risposta dello stesso Spalletti che ha sì detto: "Li accetto e lo ringrazio, ma avrei preferito che avesse detto qualcosa anche quando me ne sono andato!" Evidentemente non ha letto le parole che lo stesso Capitano scrise sul sito della Roma il giorno dopo il provvidenziale allontanamento del pelatone. Si infittiscono le voci di un rientro di Adriano alla base: sei milioni di euro per un rigore sbagliato nell'amichevole estiva con l'Alto Adige! Uno degli affari più vantaggiosi della nostra storia!! Intanto il Bologna rischia la penalizzazione di sei punti in calssifica per mancata corresponsione degli stipendi... nonchè il fallimento, perchè Porcedda ancora non ha versato il becco di un quattrino ai vecchii proprietari.
A questo punto corre l'obbligo tornare indietro nel tempo. Il precedente tra noi e loro che vogliamo ricordare risale ad una dolcissima stagione: era il 1980/81 e la Lazio stava in B. Strano vè?? Dicevamo: l'anno prima era nata la Roma di Viola che, subito, s'era portata via la terza Coppa Italia della nostra storia. Quell'anno la Roma giuocò per l'intierezza della stagione un calcio esaltante, un futbol bailado ben orchestrato da Liddas in panchina e magistralmente diretto dal Divino in campo. Solo il più clamoroso dei furti mai perpetrati nella storia del calcio avrebbe impedito a quel formidabile squadrone di centrare il secondo scudetto della sua gloriosissima storia. Lungo il cammino che ci avrebbe portati al più clamoroso furto calcistico di sempre la tappa della nona giornata ci vide contrapposti all'Udinese in casa, tornato in A dopo un periodo lunghissimo: il tabellino finale parlerà chiarissimo Roma 3-Udinese 1. Tripletta del BOMBER!!


domenica 14 novembre 2010

Juventus-Roma 1-1.

Chi vince si rilancia in chiave scudetto, si diceva alla vigilia. E infatti non vince nessuno. Un gol a testa, un punto a testa, Juve e Roma non sanno se rammaricarsi per l'occasione perduta o se compiacersi per aver passato indenni la giornata. Le Juve infatti è in continua emergenza, ma infila l'11° risultato utile consecutivo fra tutte le competizioni (ma sono 7 pari) e trova un pareggio nonostante debba chiudersi spesso in difesa. La Roma ha assenze importanti, trova il suo secondo punto in campionato lontano dall'Olimpico, il 14° nelle ultime sei giornate. Insomma, conferma di essere guarita, e poi rimonta una gara che si era messa male per il gol di Iaquinta. Ora non resta che stare a guardare le altre: se continuano a andare piano, Delneri e Ranieri possono tornare in corsa davvero. Un gol bellissimo e un digiuno interrotto. Il gol del vantaggio della Juve è frutto di una doppia giocata: la prima è quella di Aquilani, che prima salta Greco con un tunnel, e poi si inventa un assist per Iaquinta. La seconda è proprio del centravanti, che lascia rimbalzare la palla e non ci pensa due volte prima di provare una girata difficile ma che riesce benissimo. E' il 35', il vantaggio durerà non più di un quarto d'ora. Il rigore che vale l'1-1 chiude anche un digiuno lungo, lunghissimo: Totti non segnava in campionato dal 9 maggio scorso, aveva segnato solo in Champions a Basilea e sempre dal dischetto. Al 49' non fallisce un rigore concesso all'ultimo secondo del primo tempo per un fallo di mano di Pepe (netto, e in area) su punizione dello stesso Totti. Il capitano giallorosso poi zittisce il pubblico, alzando la temperatura di una gara che si era scaldata già per un contatto in area fra Mexes e Chiellini in scivolata: la Roma aveva reclamato inutilmente. E' stata anche la partita delle staffette, per i numeri 10. Alessandro Del Piero parte in panchina, entra al 9' del secondo tempo, al posto del goleador bianconero Iaquinta. Ale stavolta non riuscirà a combinare granché: resta per lo più fuori dal gioco, non trova lo spazio per concludere. Francesco Totti invece parte titolare, mandando in panchina nientemeno che Borriello: il capitano fa il suo, trova il gol, prova a distribuire palloni. Rientra spesso, però, a cercar palloni a centrocampo, e la cosa finisce col lasciar solo Vucinic, che resterà piuttosto fuori dal gioco. Lascia il posto a Borriello al 23' della ripresa, ma il centravanti avrà pochissimi palloni giocabili. Le due squadre interpretano la gara in modo molto diverso: la Juve si raccoglie a protezione della sua area, ed è compatta e veloce a ripartire. La Roma gioca con una difesa molto alta, prova a mettere in fuorigioco Iaquinta, occupa stabilmente la metà campo avversaria, facendo possesso palla. Il predominio territoriale è netto, ma quando la Juve riparte è pericolosa, veloce, specie se la palla passa per i piedi di Aquilani. Occasioni su entrambi i fronti, quindi, parate di Storari su Menez (nel primo tempo) e di Julio Sergio su Quagliarella (nella ripresa). La Juve per tutto il primo tempo viaggia sulle giocate di Aquilani, che non si commuove affatto per i teneri saluti dei suoi ex compagni. Alberto per un tempo gode di buoni spazi e li sfrutta alla grande: non solo l'assist, ma anche cambi di gioco e passaggi sempre precisi. Tanto più che al suo fianco non c'è il miglior Felipe Melo, che ne azzecca poche in fase di costruzione. Poi nella ripresa Aquilani cala, ma si dà il cambio con Pepe, altro romano che invece sale non solo nella quantità, ma anche un po' in qualità, con qualche cross pericoloso. Le assenze portano alla seconda gara da titolare per Sorensen, fuori ruolo a destra, che dimostra di aver superato l'emozione e di essere giocatore interessante. A sinistra parte Grosso (terza da titolare di fila, in crescita), che poi per un problema alla caviglia lascia spazio all'esordio di Traoré, che parte con corsa, discese e qualche errore in appoggio. Piano piano la Juve recupera i pezzi: si resta in emergenza comunque, e la cosa dovrebbe contare anche nel momento di valutare il pareggio interno. Assenze importanti anche in casa Roma, che dimostra la personalità di una squadra uscita dalla crisi. Mexes è ottimo in difesa, con chiusure che mettono pezze, Greco dimostra di non essere solo un azzardo di Ranieri, Menez è l'uomo che a tratti accende la squadra. Quando troverà più continuità, anche all'interno del match, farà il salto di qualità. E con lui potrà farlo la Roma, che magari non completerà una rimonta come quella della scorsa stagione, ma che se le altre continuano a rallentare, può dire la sua.




venerdì 12 novembre 2010

Juventus-Roma.L'arbitro

Nicola Rizzoli da Mirandola (Mo) 05 Ottobre 1971. Fà il suo esordio in serie "A" nel finale della stagione 2001/02, allorqaundo viene inviato a dirigere Venezia-Perugia 0-2. La sua è una classica carriera all'ombra dei potenti della Federcalcio, Stefano Mattei prima Pierluigi Pairetto e Paolo Bergamo poi. Internazionale dallo 01 Gennaio 2007, ce lo ricordiamo per il vergognoso arbitraggio nel match tra Udinese e Roma del 13 Aprile 2008, partita che, comunque, terminò 1-3 per i colori giusti.
Purtroppo a Torino, in casa bianconera, abbiamo legato anche un ricordo non buono: era il giorno 01 Novembre 2008 e la Roma di Spalletti perse malamente 2-0 contro la Juventus di Ranieri, con reti di Del Piero e Marchionni. Memorabile, invece, l'ultimo precedente con Rizzoli, risalente a Sabato 03 Aprile 2010 allorquando ci recammo, freschi della vittoria in casa contro l'Inter, in quel di Bari e battemmo i galletti pugliesi grazie ad un goal di Mirko Vucinic

In foto Annamaria che è sicuramente più gradevole

Juventus-Roma.Il precedente.

Continua il ciclo di fuoco per la Roma. Ancora una volta non abbiamo il tempo di festeggiare una bella vittoria (3-2 sulla Fiorentina assolutamente bugiardo. Sarebbe potuta finire 8-1!) che ci aspetta un altro bell'incontro. Ah se non avessimo buttato tutti quei punti a inizio stagione!! L'avversario questa volta è l'Avversario. Niente popò di meno che la Rubbentus! Nonostante nel dopo calciopoli la Juventus abbia perso parecchia della tracotanza che ne caratterizzò il dominio nel decennio 1994-2006, lo stile a strisce continua a fare capolino, soprattutto in relazione alla spocchia con la quale trattano il buon Claudio Ranieri, capace, almeno a Torino, di dipingere due assoluti capolavori con un terzo e un secondo posto, nelle prime due stagioni dopo il ritorno in Serie "A". L'avversario che Sabato ci troveremo davanti è infarcito di ex col dente più o meno avvelenato: Delneri, che, pur non avendo mai rilasciato dichiarazioni antiromaniste e pur appalesando un ottimo rapporto con Totti, e gli altri reduci della sua infelice esperienza romanista, ha sempre impostato le partite contro di noi sul filo della combattività estrema, non regalandoci alcunchè. Inoltre ci troveremo di fronte Storari, ex portiere degli Allievi della Roma, il quale, pur non nascondendo mai la sua fede giallorossa, ha sempre spolverato prove al di sopra della media quando s'è confrontato contro la Lupa. Non possiamo sorvolare su Simone Pepe, attualmente adattato persino al ruolo di terzino, che, pur dichiarandosi a ogni piè sospinto romanista DOC, ha sempre fatto tribolare la retroguardia giallorossa. Ma di tutti gli ex, l'ex più ex di tutti non può non essere Alberto Aquilani. Il principino, che a Roma ha sofferto l'ingombrante presenza di due totem suoi amici come Totti e De Rossi, ha più e più volte dichiarato di essersi sentito lacerare il cuore nell'essersi visto ceduto al Liverpool, e adesso che giuoca con la Rivale forte di sempre non riusciamo nemmeno a immaginare cosa gli passerà per la testa. Sappiamo quanto dispiace a noi vederlo indossare un'altra casacca, per giunta qualla zebrata! La memoria del match ci riporta a una data importante: era Sabto 29 Settembre 2001, il mondo era ancora choccato dalle immagini di due martedì prima, allorquando quattro aeroplani furono usati come siluri su New York e Washington. Ci rendevamo conto di come il mondo stesse cambiando, ma quella sera, per noi, il Mondo tornò ad essere quello fantstico di 104 giorni prima, allorquando divenimmo per la terza volta campioni d'Italia. Ebbene quella sera allo Stadio Delle Alpi di Torino la Roma smise di festeggiare lo scudetto di tre mesi prima e CONCENTRATISSIMA, per quanto si fosse solo alla quarta giornata, stritolò, con una prova magistrale, la Juventus grazie ad un goal per tempo, firmato Gabriel Omar Batistuta al 37esimo del primo tempo con una punizione da venti metri e, al 48esimo del Secondo tempo, con un contropiede PERFETTO orchestrato Cafu-Montella e concluso da Assunçao. Agli ordini di Graziano Cesari quella sera il tabellino parlerà di Juventus 0-Roma 2: purtroppo si sarebbe perpetrata la triste tradizione che vuole la Roma trionfante a Torino non Campione d'Italia.... ma questa è un'altra (VECCHIA) storia!


giovedì 11 novembre 2010

Roma-Fiorentina 3-2. Olè!

La Roma si esalta e vince ancora: quattro successi nelle ultime quattro gare, Champions compresa. Stavolta a farne le spese è la Fiorentina. Finisce 3-2, reti di Simplicio, Borriello, Gilardino, Perrotta e D'Agostino. E i giorni della crisi, complice anche il derby vinto, sembrano già lontanissimi. Ranieri punta su Menez trequartista puro alle spalle di Totti e Borriello e il francese non gli fa rimpiangere la scelta: è di sicuro uno dei migliori in campo. Spazio anche a Greco, al debutto da titolare. Vucinic invece se ne resta in panchina: la Juventus è tra soli tre giorni. Mihajlovic ha poco da scegliere, gli infortuni sono troppi, ma punta su Santana a far coppia con Donadel a centrocampo e l'argentino, nonostante il risultato, non delude. Il 4-3-1-2, pensato dal tecnico giallorosso per la mancanza di esterni di ruolo, funziona ancora. E funziona bene anche l'asse Cicinho-Borriello: il brasiliano crossa e l'attaccante ci mette la testa. Al 21' arriva così la prima azione veramente pericolosa della gara: Boruc si fa trovare pronto e promette di non far rimpiangere Frey. Promessa vana... La Roma gestisce bene il gioco anche se la Fiorentina è compatta e attenta in difesa e nelle ripartenze riesce comunque a creare problemi ai padroni di casa. Succede prima con Marchionni (al 24') che con un sinistro sporco chiama in causa Julio Sergio, poi (al 27') con un tiro da quaranta metri di Santana: all'Olimpico piove, la palla deviata con i piedi dal portiere giallorosso prende una strana traiettoria, Gilardino è in arrivo, provvidenziale l'intervento di Burdisso che evita il gol. Ed è un colpo di tacco dello stesso Santana (al 38') a liberare Mutu in area che manca il gol per un soffio. Tre minuti prima Boruc aveva compiuto un mezzo miracolo su Fabio Simplicio che al volo aveva provato a sfruttare al meglio una palla di Totti, rimasto anche stavolta a secco di gol. Ma il portiere polacco non può nulla al 45', quando un tiro da fuori di Riise attraversa tutta l'area finendo sui piedi dell'opportunista Simplicio che non sbaglia. Si va negli spogliatoi con la Roma in vantaggio. Per il raddoppio non serve aspettare molto. I giallorossi tornano in campo mostrando grinta e determinazione e al 6' una magia di Menez vale il 2-0: il francese conquista palla, salta Pasqual senza fare troppi complimenti e serve Borriello, lasciato solo in mezzo all'area. Per l'attaccante napoletano è fin troppo facile realizzare il quinto gol in maglia giallorossa in campionato, quindi corre a festeggiare con chi gli ha concesso questo lusso. La Roma inizia a gestire il gioco, ma senza rilassarsi: al 10' è determinante l'intervento di Mexes su Mutu, anche se la Fiorentina sembra stordita dal raddoppio. Esce Vargas, entra Ljajic. Ed è proprio su un suo cross, dopo un'occasione fallita da Borriello di testa, che al 24' arriva il 2-1, frutto soprattutto di una prodezza di Gilardino che al volo di ginocchio piazza la palla nell'angolino. La Fiorentina prende coraggio ma i giallorossi controllano bene. Al 29' Greco, poco abituato a giocare a certi ritmi, chiede il cambio per crampi. Entra Perrotta ed è lui al 32' ad approfittare del primo, enorme, errore di Boruc che in uscita su un lancio di Mexes manca il pallone: a Perrotta non resta che appoggiare in porta. E' 3-1. Nel finale, al 44', i viola trovano ancora la rete grazie ad una magnifica punizione di D'Agostino: sinistro a girare su cui non può nulla Julio Sergio. Ma non basta alla Fiorentina, la vittoria è giallorossa.




martedì 9 novembre 2010

Roma-Fiorentina. Il precedente.

Nemmeno il tempo di godersi la vittoria del Derby che dobbiamo ri tuffarci nel campionato. Orfani di Cassetti ma col rientro di Capitàn TOTTI ci attende una super sfida contro la Fiorentina. La squadra dei Della Valle, in fase di profonda dismissione, naviga in acque un tantinello agitate, col mister MIhajlovic, dimenticabile ex della sfida, sempre sull'orlo del baratro. Intanto registriamo la prima panchina saltata in Serie "A", quella del Genoa di Giampiero Gasperini, evidentemente non zompa solo il Marchese ma anche Gasperino il Carbonaro. Intanto ben lieti del risultato del Derby adeso dobbiam mantener desta la concentrazione per non sciupar il piccolo rilancio figlio delle due vittorie consecutive sin quì ottenute. Per trovar la giusta carca necesse est risalir addietro fin oltre un quarto di secol orsono, allorquando pella sesta giornata del campionato nazionale di calcio, serie "A", stagione 1981-82 si consumò la sfida-scudetto tra la Roma e la Fiorentina. La tenzone vien ricordata pell'infortunio accorso al giovin Ancelotti che lo costrinse a disertar la trionfal trasferta iberica dell' azzurri nell'estate successiva, ma ancor vieppù pella segnatura di pregevolissima fattura che fece stropicciar l'occhi all'Italia tutta, appalesando in ogni forma l'intierezza del Divino e la sublimazione fatta samba della pedata insegnata da Mastro Liedholm. Per gli aedi delle gloriose gesta giallorosse, memori d'un branetto commerciale da discoteca in voga, all'epoca, già da circa un decennio intitolato "La bella società" e prodotto con maestria pionieristica con l'utilizzo della nascente tecnologia computerizzata, da un gruppo chiamato "Popcorn", fu facile descrivere lo svolgersi dell'azione del raddoppio e del definitivo 2-0 con le parole (a onor del vero errate) "Nela-Nela-Marangon-Nela-Nela-Margon-pè Farcao che de tacco arza a Pruzzo che fà gò!"


domenica 7 novembre 2010

Lazio-Roma 0-2. Olè!

Un derby deciso dal dischetto e che susciterà polemiche lunghe mesi nella capitale. Perché se i due rigori che Morganti fischia sono corretti, ce n’è almeno uno nettissimo per la Lazio, quando siamo ancora sull’1-0 e la partita è aperta a qualsiasi risultato. Vince dunque la Roma, che si rilancia nelle zone alte della classifica, ma la Lazio capolista non esce ridimensionata, perché gioca alla pari degli avversari e anche meglio in certi frangenti, peccando solo di ingenuità in certi momenti. Il Milan ora insegue a 2 punti, ma c’è un primato da mantenere e il turno infrasettimanale aiuta a dimenticare in fretta nel classico chiodo schiaccia chiodo. Per Ranieri il momento peggiore sembra alle spalle e vince il suo terzo derby su tre, ancora senza Totti in campo. Segni non proprio positivi: una tribuna Tevere più vuota che piena, con circa 20 mila biglietti complessivamente invenduti per un derby che suscita più paure che entusiasmi in una larga parte di tifoseria che non si riconosce nel tifo ultrà. Altro segno di civiltà dismessa: l’aquila Olimpia che non può volare, per sicurezza, e viene accompagnata dal suo istruttore: tiene saldamente legate al braccio le zampe del rapace che vorrebbe spiccare il volo, ma è meglio evitare col becerume che circola. Reja a inizio settimana aveva già deciso di schierare in attacco Rocchi, tenendo in panca Zarate e lasciando inalterato l’assetto vincente (con la sola eccezione di Stendardo per lo squalificato Biava). Ranieri, oltre all’assenza di Totti, ha qualche dubbio in più, alla fine conferma in mediana Simplicio portando in panca un Pizarro non ancora pienamente recuperato. Dunque entrambi i tecnici optano per il rombo a centrocampo, ma almeno nella fase iniziale i vertici avanzati, Hernanes e Menez, servono più a pressare il primo portatore di palla che a rifinire. Infatti gli assetti sono molto bloccati e specie la Lazio difende con tutti i propri uomini. Nella fase iniziale succede poco. E quel poco nasce da qualche errore, come un rimpallo che favorisce Borriello (su Stendardo, duello da scintille tutto napoletano), il quale non riesce a servire Vucinic a pochi passi. Si cercano i calci piazzati (su uno di questi Burdisso strappa la maglia a Dias) e anche i falli laterali di Riise in questo senso diventano un pericolo in più per la difesa della capolista. Per saltare gli organizzati pacchetti difensivi serve velocità. E la Lazio la trova con un bel lancio di Brocchi sul filo del fuorigioco a Mauri: cross al volo di prima, ma Rocchi non ci arriva per un soffio. Se Lichtsteiner porta più palla a destra è ancora a sinistra la fascia dalla quale crea pericoli la Lazio con un cross basso di Radu, che Hernanes controlla e gira al volo bene di sinistro, solo un po’ alto. La Roma risponde con una bellissima azione di prima a cinque tocchi, con l’ultimo di Vucinic: sinistro impreciso. La Roma mette più pressione, spinge e accumula calci d’angolo, ma i centrali difensivi Dias e Stendardo sono molto attenti. Verso la fine del tempo una tacchettata non voluta provoca un taglio al polpaccio di Menez e costringe il francese a uscire. Ranieri sceglie la freschezza di Greco, autore del terzo gol a Basilea in settimana. E il romano al primo pallone che tocca segna anche, ma l’arbitro annulla per un fuorigioco di Borriello sulla fascia sinistra, lanciato da Riise. Il tempo si chiude con Borriello che fa a sportellate in area per difendere il pallone, ma la sua girata di sinistro non trova la porta. A inizio ripresa, il tecnico goriziano inserisce Zarate per Rocchi. Ma proprio nel momento in cui la Lazio sembra voler accelerare, arriva il vantaggio romanista. Nasce da una leggerezza di Dias, che lascia scorrere in fallo laterale, ma si fa anticipare: Vucinic è rapido a rimettere il pallone in mezzo, con Simplicio che scarica in porta, il suo tiro viene fermato col braccio da Lichtsteiner. Morganti fischia il rigore: il fallo di mani potrà pure essere involontario, ma interrompe un’azione pericolosa. Dal dischetto il sinistro di Borriello non è impeccabile, ma il pallone carambola fra gamba e corpo di Muslera, che non riesce a fermarne la corsa oltre la linea. Floccari sfiora il pari di testa, ma è soprattutto Hernanes a divorare l’occasione migliore al 20’, quando Mauri lo pesca con un delizioso assist tutto solo e lui tira addosso al connazionale Julio Sergio. Ancora una volta il portiere brasiliano si salva con i piedi, com’era avvenuto in questa stessa porta lo scorso 18 Aprile, quando un rigore parato così a Floccari lanciò la Roma verso il successo 2-1. Reja allora passa al 4-3-3 togliendo proprio Hernanes e schierando Foggia largo a sinistra. Questi alla prima occasione crossa e incoccia in area un braccio di Simplicio: i laziali chiedono il rigore, Morganti sempre ben piazzato, opta per la involontarietà. Roma chiusa dalla Lazio, ma che non rinuncia al contropiede con ampi spazi e alla mezz’ora spreca il raddoppio con Simplicio che da pochi passi colpisce la traversa. I biancocelesti non mollano e su un calcio piazzato ben tirato da Ledesma, a un metro dalla porta Riise tira giù Mauri che non riesce a deviare in rete. Calcio di rigore netto, ma Morganti è coperto da parecchi uomini e Cariolato nell’occasione non riesce ad assisterlo pur avendo la visuale libera. Lazio che non molla e su un cross di Zarate il sinistro potente di Foggia si stampa sull’incrocio dei pali. Ma mentre i laziali imprecano in contropiede Baptista viene atterrato da Dias nell’altra area. Stavolta Morganti vede e Vucinic è impeccabile dal dischetto per lo 0-2. Finisce con i romanisti a festeggiare sotto la curva sud. Mentre le polemiche sono solo all’inizio.




giovedì 4 novembre 2010

Lazio-Roma: l'arbitro.

Emidio Morganti da Ascoli Piceno. (23 Luglio 1966). Esordio in Serie A nel 2001 (Lecce-Fiorentina), nel 2006 è conivolto in Calciopoli, ma ne esce completamente scagionato.
E' un arbitro tradizionalmente sfortunato con la Roma, anche se l'ultimo precedente risalente a Sabato 25 Settembre 2010, allorquando vincemmo contro l'Inter 1-0 grazie a un goal-capolavoro di Vucinic

Lazio-Roma. Il precedente.

Si ricomincia. Dopo Basilea la Roma deve affrontare la grande salita della corsa di Serie "A". Prima il derby, poi Fiorentina e Juventus. Quella che torna dalla trasferta svizzera è una Roma rinfrancata soprattutto per il risultato e per aver trovato in Greco un giuocatore abbastanza affidabile. Dispiace, invece, pell'infortunio patito da Burdisso Senior che lo costringerà a saltare, perlomeno, le tre partite della "Salita".
Affrontare i cugini clamorosamente capolisti, con ben dieci punti di vantaggio sembra essere quasi un paradosso pensando a ciò che era la classifica non più di sei mesi orsono, e allora, oggi più che mai, vogliam rituffarci nella memoria di periodi maggiormente ortodossi dal punto di vista calcistico. Nello specifico la memoria ci riporta indietro al 23 Ottobre 1983. Quel giorno, quasi quattro anni dopo la tragica morte di Vincenzo Paparelli, Roma ritrovava il suo derby dopo 44 mesi. Da una parte i giallorossi di Falcao, con il tricolore cucito sul petto, dall'altra una Lazio che, nonostante fossero passati solo dieci anni dal suo scudetto, sembrava distante ere geologiche da una squadra che solo potesse pensare di lottare per le zone nobili della classifica. Reduce dal calcio scommesse, la Lazio di Chinaglia era palesemente una squadra raccogliticcia, nella quale spiccavano le figure arruginite dei reduci della fantastica stagione della retrocessione a tavolino e della salvezza dalla C1 ottenuta alla penultima giornata contro il Varese. Giordano, Manfredonia, D'Amico e Laudrup erano gli unici pseudo giocatori in quella formidabile formazione. Ovviamente, per quanto il calcio spesso riservi sorprese, quel pomeriggio di 27 anni fà non ve ne furono: al quarto minuto un colpo di testa di Nela brucerà i guanti di Cacciatori, al 63esimo il solito immenso Bomber Roberto Pruzzo chiuse il risultato. Si registrerà un goal mangiato pietosamente da Giordano e un rigore parato, nel finale, da Tancredi allo stesso Giordano sotto la Nord, e poi tutti a pensare alla loro realtà: la Lazio a salvarsi, noi alla Coppa dei Campioni!
Di quel giorno, comunque, vogliamo ricordare, soprattutto, il più bello striscione mai esposto in una Curva di uno stadio. Bello nella sua semplicità, efficacie nell'universalità del suo concetto! Perchè quello striscione esposto da quella curva è sempre e comunque quello che, gira rigira, ognuno di noi sente dal proprio interno!


Basilea-Roma 2-3. Olè!

Ok, sapevamo bene che non sarebbe stata esattamente una passeggiata, ma contava solo vincere... e finalmente ce l'abbiamo fatta, anche in trasferta. Sotto gli occhi di un perplesso Federer, la Roma raddrizza un po' la situazione nel girone di Champions, portando a casa tre punti d'oro. Certo, con un po' d'attenzione in più sicuramente avremmo sofferto di meno (soprattutto nel secondo tempo, in cui il Basilea ci ha letteralmente schiacciati nella nostra metà campo), però vista la situazione di classifica, direi che stavolta non possiamo proprio lamentarci. La notte di Champions ci restituisce un Menez finalmente protagonista, che ci aspettiamo di vedere titolare anche nel derby e nel suo ruolo più congeniale, dietro le punte: è stata proprio in quella posizione che il francese è risultato letale, facendo letteralmente impazzire la retroguardia svizzera con inserimenti e accelerazioni incredibili. Ora Ranieri non ha più scuse, questa squadra ha bisogno di un giocatore con queste qualità. Ottima prova anche di Julio Sergio, che al 12' del primo tempo compie una parata a dir poco mostruosa su Huggel a un metro dalla linea di porta. Assolutamente incolpevole sui due gol presi, che sono tutti causa di una fase difensiva in alcuni casi ancora troppo distratta, specie nella seconda marcatura del Basilea.
Una menzione speciale, inoltre, la merita Leandro Greco: protagonista di un grandissimo pre-campionato, il piccolo talento giallorosso sembrava scomparso dai piani tecnici della Roma fino alla serata di ieri, in cui è entrato un po' a sorpresa al posto di un esausto Menez. Il giovane centrocampista non si è assolutamente fatto intimidire dal prestigioso palcoscenico della Champions League e ha fatto immediatamente capire di che pasta è fatto: prima con un lancio in profondità per Borriello, poi addirittura con un gol di grande precisione che ha di fatto consegnato i tre punti alla Roma. Benvenuto a bordo, ragazzì! La conclusione la dedichiamo al Capitano, protagonista di un'eccellente prestazione che ha portato al suo primo gol stagionale. Un gol che serviva a lui per ritrovare una certa serenità, per dare un calcio alle troppe critiche di quest'inizio stagione e per dare una svolta significativa a un'annata non ancora compromessa. Siamo pronti a scommettere che non si fermerà certo qui... Neanche la Roma vuole fermarsi più, soprattutto ora. Rispediamo le quaglie fuori le mura e facciamogli abbassare la cresta. Daje. Daje tutti!

mercoledì 3 novembre 2010

Ci giochiamo il futuro


Ci siamo, gente.
Come probabilmente saprete, quella odierna è una giornata determinante per le sorti della Roma, sotto tutti i punti di vista. Il domani inzierà stasera, dopo il match contro il Basilea.
Le disastrose condizioni in cui vessano le casse giallorosse ordinano agli uomini di Mister Ranieri di centrare i tre punti contro gli svizzeri, costi quel che costi.
Inutile nascondersi: nelle condizioni in cui siamo, non possiamo permetterci, nella maniera più assoluta, di uscire dalla Champions League. Dobbiamo lanciare il cuore oltre l'ostacolo, restare compatti e proseguire dritti fino alla vittoria come fossimo un branco di lupi famelici... e non una massa di pecorelle, come siamo sembrati nella partita d'andanta. Ora è tempo di tirare fuori orgoglio e tecnica, coraggio e schemi, giallo e rosso.

Una volta finita la partita poi, tutti ad aspettare la mezzanotte, anzi qualche minuto oltre. Perché sarà in quel momento che conosceremo i nomi dei pretendenti all'acquisto della Magica: proprio stasera scade infatti il termine per l'invio delle offerte non vincolanti. A notte fonda potremmo conoscere quantomeno i nomi di chi ha trovato il nostro marchio interessante, al punto da essere il successore di Rosella Sensi sul gradino più alto dell'organigramma giallorosso.
Chiariamo subito che di tutti i nomi che verranno fuori, nessuno avrà alcun tipo di obbligo e tutti potranno avere l'opportunità di tirarsi indietro o essere rifiutati. Certo è, che tra i nomi che verranno resi noti probabilmente già a notte fonda dai soliti bene informati, ci sarà anche il prossimo presidente, per ora solo virtuale.
Il sogno parla chiaramente arabo e ci racconta favole di notti d'oriente, di coppe e di campioni... mentre l'incubo è tutto italiano e somiglia in modo pericoloso al primo dirigente dei cuginastri.
Il tutto mentre il presente ci parla d'infortuni, problemi di formazione, di stati d'animo e stati di forma precari, di arbitri e libero arbitrio. Di ultima spiaggia, nonostante sia solo novembre.
È il futuro, gente. Ce lo giochiamo stasera.

Forza Roma, sempre.

martedì 2 novembre 2010

Basilea-Roma. L'arbitro

E' l'Olandese Björn Kuipers. Nato a Oldenzaal il 28 Marzo 1973 è figlio d'arte, in quanto anche il padre è stato arbitro della federcalcio Olandese. Esordisce in Champions nel turno preliminare dell'edizione 2007-08, allorquando diresse il match tra i montenegrini del Zeta Coluvcni e i lituani del Kaunas.
E' all'esordio assoluto tanto con la Roma, quanto con una squadra italiana, almeno a livello di Champions, in quanto nell'estate del 2008 diresse l'incontro tra Napoli e Benfica valido per l'allora Coppa UEFA.


Basilea-Roma. Il precedente.

Nel giorno dei morti di fatto si saluta la famiglia Sensi: domani perverranno sul tavolo dell'advisor Rotschild le offerte non vincolanti, ma definitive relative all'acquisto dell'AS Roma. Il sogno si chiama fondo Sovrano Abaar, l'incubo Angelucci. Presumibilmente la verità starà nel mezzo. Intanto il tempo, come un asperrimo limone, stringe: qualora entro 13 giorni la Roma dovesse non corrispondere PERLOMENO la mensilità di Luglio 2010 scatterebbe automaticamente una penalizzazione in classifica compresa tra uno e cinque punti, e ci sarebbero gli estremi per QULSIASI TESSERATO di mettere in mora la società, con conseguente immediato fallimento e radiazione dal campionato in corso.... ma non corriamo troppo.
E' ben per questo che l'incontro di Champions che ci vedrà contrapposti al Basilea assurge a un'importanza epocale: passare il turno garantirebbe alle esangui casse societarie quella boccata d'ossigeno esenziale per proseguire, quantomeno, la sopravvivenza! Di precedenti da ricordare preferiamo non averne, diciamo che abbasta la foto!