La stagione della Roma, improvvisamente torna ad avere un senso, uno scopo, un sogno.
E' cambiato tutto da quella fantastica notte contro il Chelsea: da lì è in qualche modo rinata la Magica... qualcosa è scattato nella mente dei giocatori, dello staff. Qualcosa che gli ha fatto ricordare l'importanza che ha quella maglia, magari non tanto per loro... quanto per le migliaia di persone che ogni giorno urlano, lottano e soffrono solo per poter avere la soddisfazione di poter urlare GOL!, di andare a petto in fuori dopo ogni vittoria.
Di prendersi una piccola rivincita nei confronti di una vita troppo spesso amara di soddisfazione.
Improvvisamente quelli che sembravano miliardari viziati hanno abbassato la testa e ripreso a lavorare. Con le gambe, con lo spirito e con il cuore.
Vedere la Roma in testa al girone A di Champions è un qualcosa che fa bene al cuore, perché ti fa capire che davvero nulla è impossibile. Nemmeno che un ragazzino francese improvvisamente diventi il più coraggioso dei gladiatori e inizi a duettare nella stessa lingua di un fuoriclasse assoluto come il nostro Capitano.
Già, il Capitano.
Probabilmente non scriveremo mai abbastanza su di lui.
L'incarnazione stessa della voglia di vincere e di stupire tutti, persino i suoi compagni. Il suo peso specifico all'interno della squadra è spaventoso, riesce a infondere coraggio e convizione. Vedere i suoi scambi con Ménez o Baptista, altro giocatore finalmente ritrovato a grandi livelli, è un qualcosa che riesce a farti sognare.
Cosa non si dice. Ma lo sappiamo tutti e ce lo teniamo per noi.
Su Brighi, Juan, Mexes, Panucci e De Rossi credo sia ormai superfluo aggiungere qualcosa, dunque mi limito a dire: beati noi che ce li godiamo.
Eppure prima di andare via, mi fa piacere sottolineare due giocatori di cui si sente parlare poco: Riise e Perrotta.
Bistrattati e offesi come giocatori, hanno reagito da uomini, riuscendo a ribaltare totalmente l'opinione pubblica. Continuate così, ragazzi.
Ora ci aspetta la delicata partita contro il Cagliari: occhio a sottovalutare i sardi, attualmente stanno vivendo un periodo di grande forma, 20 punti non si fanno per caso.
Ma del resto vale anche per noi...
Avanti così, ragazzi, non fermiamoci più: voglio rivedere quel mitico striscione che recitava "A ROMA nun se passa!"
Di prendersi una piccola rivincita nei confronti di una vita troppo spesso amara di soddisfazione.
Improvvisamente quelli che sembravano miliardari viziati hanno abbassato la testa e ripreso a lavorare. Con le gambe, con lo spirito e con il cuore.
Vedere la Roma in testa al girone A di Champions è un qualcosa che fa bene al cuore, perché ti fa capire che davvero nulla è impossibile. Nemmeno che un ragazzino francese improvvisamente diventi il più coraggioso dei gladiatori e inizi a duettare nella stessa lingua di un fuoriclasse assoluto come il nostro Capitano.
Già, il Capitano.
Probabilmente non scriveremo mai abbastanza su di lui.
L'incarnazione stessa della voglia di vincere e di stupire tutti, persino i suoi compagni. Il suo peso specifico all'interno della squadra è spaventoso, riesce a infondere coraggio e convizione. Vedere i suoi scambi con Ménez o Baptista, altro giocatore finalmente ritrovato a grandi livelli, è un qualcosa che riesce a farti sognare.
Cosa non si dice. Ma lo sappiamo tutti e ce lo teniamo per noi.
Su Brighi, Juan, Mexes, Panucci e De Rossi credo sia ormai superfluo aggiungere qualcosa, dunque mi limito a dire: beati noi che ce li godiamo.
Eppure prima di andare via, mi fa piacere sottolineare due giocatori di cui si sente parlare poco: Riise e Perrotta.
Bistrattati e offesi come giocatori, hanno reagito da uomini, riuscendo a ribaltare totalmente l'opinione pubblica. Continuate così, ragazzi.
Ora ci aspetta la delicata partita contro il Cagliari: occhio a sottovalutare i sardi, attualmente stanno vivendo un periodo di grande forma, 20 punti non si fanno per caso.
Ma del resto vale anche per noi...
Avanti così, ragazzi, non fermiamoci più: voglio rivedere quel mitico striscione che recitava "A ROMA nun se passa!"
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