venerdì 11 febbraio 2011

Roma-Napoli. Il precedente.

Dopo la brutta prestazione in quel di milano la Roma ha l'occasione per riprendere la marcia in campionato, dopo la parentesi-nazionale, uscita dall'amichevole di Dortmund contro la Germania con un buon 1-1. Il calendario ci opporrà i partenopei, in un match che, per nessuna delle tifoserie, è mai uno dei tanti. Antiche rivalità separano i tifosi della Maggica, con i colerosi e terremotati, provenienti dagli autogrill, dove si dedicano alla loro unica attività redditizia, oltre a quelle connesse alla Camorra, ovvero il gioco delle tre carte, nonchè lo spaccio di Rolex falsi e di mattoni in scatole di autoradio.
Per noi della Roma, oltretutto, questo match và a porsi al centro di un Febbraio indimenticabile, al di là di come finirà. Non solo quella di Sabato sera sarà l'ultima partita prima dell'ottavo di Champions contro gli Ucraini dello Shaktar Donetsk (a proposito, ma la UEFA non aveva deciso di radiare le squadra ucraine perchè, avendo come sponsor Unicredit, DOVEVA favorirci? Poveri crani vuoti....), ma anche, e soprattutto, si pone nel bel mezzo della fase di cessione del club. Per oggi Venerdì 11 Febbraio 2011 sarebbe previsto l'arrivo della documentazione relativa alla solidità del gruppo capeggiato da Thomas Di Benedetto per decidere se Rotschild, Roma2000, Newco Roma, Unicredit e Italpetroli possano o meno concedere l'esclusiva agli statunitensi in vista della cessione del Club. Fino a ieri si dava per scontata la data odierna d'arrivo della documentazione, ipotizzando persino un'accelerazione nella trattativa e, di conseguenza, nella cessione; ma già stamattina il Romanista ricordava le problematiche connesse al fuso orario, ritendo, perciò, estremamente concreta la possibilità che il tutto slitti alla prossima settimana. Sul fronte campo si registrano i continui problemi di Adriano: rientrato in Brasile per curare la distorsione alla spalla destra, è stato prima fotografato in unparty con un boccale di birra in mano, poi gli è stata sequestrata la patente perchè, pur essendo stato "pizzicato" palesemente ubriaco si è rifiutato di sottoporsi all'etilometro; in conferenza stampa oggi Ranieri ha detto che, secondo quanto è di sua conoscenza, Adriano era seduto sul lato passeggeri. I conti non tornano. Altre voci ci hanno sussurrato come Ranieri abbia rifiutato un contratto di un anno (anche se non capisce chi glielo abbia proposto) e come Mexes, invece, abbia chiesto un quinquennale a 5milioni di Euro, e anche quì ci chiediamo chi sia stato l'interlocutore del francese.....
Tornando a maggiori certezze la memoria riavvolge il suo nastro indietro di oltre 22 anni: all'epoca il calendario ci tirò un brutto scherzo, infatti si decise di far giuocare la serie "A" persino il giorno di San Silvestro. Era il 31 Dicembre 1988 e per quell'ultima dell'anno all'Olimpico s'affrontarono la Roma e il Napoli. Certo far venire dei napoletani a Roma il 31/12 fu un affare soprattutto per lo smercio di mortaretti e petardi. Dicevamo: quella era una Roma disastrata come lo stadio nel quale era costretta a esibirsi. Dopo i fasti della prima metà degli anni ottanta la presidenza Viola stava passando un periodo di forte ridimensionamento, soprattutto economico; infatti, mentre il presidente aveva proposto per i Mondiali di Calcio, l'edificazione di un nuovo stadio, il Coni preferì "ristrutturare" (nei fatti sventrare e riedificare) il vecchio Stadio Olimpico: il risultato fu una strattura brutta al posto di qualcosa di organico al resto del Foro Italico, costi lievitati mostruosamente e grave perimento per le casse della Roma nel momento in cui l'arrivo di Berlusconi aveva già fatto saltare tutti i parametri economici. Quella stagione la Roma s'era presentata al via con una rosa molto ampia, numericamente, ma assolutamente inadeguata alle vette della serie "A", nonostante le aspettative del pubblico romanista, inebriato dal facile terzo posto della stagione precedente. Per intendersi era l'anno di Andrade e Renato, ma anche del non facile inserimento del giovane Rizzitelli, chiamato a sostituire nientemeno che Bomber Pruzzo, passato a chiudere la carriera a Firenze, del prestito dal Milan di Daniele Massaro e dell'arrivo dal Napoli dell'Epurato Moreno Ferrario. Nonostante la rosa romanista avesse dei limiti strutturali impressionanti, acuiti oltretutto dal crepuscolo di Nils Liedholm, ormai superato, nel suo futbol bailato, dalle asfissie tattiche di Sacchi, quell'ultimo pomeriggio del 1988 la Roma fece il suo figurone, contro un Napoli che, comunque, schierava tal Diego Armando Maradona, oltre a Giordano, Careca, Carnale, Crippa, De Napoli, Ferrara e Corradini (per citarli in ordine sparso). La partita fu giuocata una porta sola, con la Roma capace di scagliare ben otto tiri in porta contro i tre soli dei partenopei; però s'aveva la sensazione che per la Roma quella sarebbe stata una partita stregata, almeno fino all'87 allorquando un'azione insistita di Tempestilli portò lo stesso futuro dirigente romanista a crossare per Voeller che di testa insaccherà alle spalle del compianto Giuliano Giuliani. Un goal a tre minuti dalla fine ci regalò una vittoria sofferta e meritata, che ci illuse di poter tornare a competere per le vette altissime della Serie "A"; ma quello sarebbe stato l'ultimo acuto prima di un inverno mostruoso... basti pensare che la vittoria successiva sarebbe arrivata il 2 Aprile successivo! Ma questa è un'altra storia.

martedì 8 febbraio 2011

Inter-Roma 5-3.

Una partita semplicemente oscena. Varii commentatori si sono affrettati a definirlo un match divertente, persino Marco Borriello ha detto d'essersi divertito, ma abbiamo il sospetto che a divertirsi siano stati solamente l'interisti. Veniamo al "match": pronti via e la Roma và subito sotto con un goal da fuori area di Snejder sul quale Julio Sergio è bravissimo, a inginocchiarsi e guardare il pallone togliere la ragnatela agli incroci.... La Roma sembra, comunque, viva e riesce a buttarsi avanti facendo persino qualche scambio di prima. Proprio da una di queste azioni nasce il pareggio di Simplicio: percussione di Vucinic sul centro destra dell'area di rigore interista, discesa di Cassetti che riceve sulla corsa dal montenegrino, ingresso in area del laterale romanista che centra verso il secondo palo, sul quale è lesto il brasiliano a anticipare Maicon e pareggiare. Sembra essere nata un'altra partita, che la Roma potrebbe persino vincere. L'occasione migliore capita prima a Vucinic che tira da fuori area, Julio Cesar respinge sul tuffo di Borriello, ma lo stesso portiere nerazzurro respinge sui piedi dell'accorrente Menez, parecchio defilato che di prima tira, ma sempre Julio Sergio respinge. L'impresisone è quella di una partita tra due squadre con attacchi sufficientemente forti e difese estremamente mal posizionate: Ranocchia-Cordoba da parte nerazzurra sofforno molto, mentre la Roma soffre sugli esterni quest'anno latitanti in fase difensiva: Riise e Cassetti. La differenza è che la coppia sofferente nerazzurra era "di riserva"..... Sul capovolgimento dell'azione testè descritta una percussione di Eto'o terminata con un tiro debole sul quale si sdraia la pancia di Julio Sergio porta, nuovamente, in vantaggio l'Inter. E quì, purtroppo, finisce il secondo tempo, con un Eto'o e Maicon in fase offensiva semplicemente immarcabili. Nel secondo tempo la Roma che (non) t'aspetti. Una squadra involuta, incapace di creare un'azione che è una si porta sotto fino al 4-1. Prima un'errata valutazione del movimento sul fuorigiuoco da parte di Burdisso libera Pazzini in area di rigore: lo stesso argentino combina il patatrack, intervenendo da dietro in area sul Pazzo. Rigore ed espulsione. Eto'o calcia molto bene alla destra di Bertagnoli, che intuisce ma non prende. Pochi minuti ennesima percusione di Maicon, cross per Eto'o che di testa serve Thiago Motta solo in area di porta cbe non se lo fà dire due volta e insacca pel 4-1. Per noi è notte fonda. Ma la forza della disperazione molto può e, con gli ingressi di Taddei, Greco e Loria la Roma, sia pur in inferiorità numerica, riesce inaspettatamente a rientrare in partita. Prima una punizione di De Rossi deviata d'astuzia da Vucinic sembra rendere meno amara l'amarissima trasferta Meneghina, indi poscia, al 35esimo della ripresa, su corner e seguente batti ribatti è bravo Loria, al suo esordio stagionale, a insaccare il goal della speranza. A questo punto la Roma parte lancia in resta alla ricerca del pareggio miracolo (e a onor del vero immeritato), esponendosi, però, ai micidiali contropiede nerazzurri. Julio Sergio si riscatta, parando anche l'impensabile, sempre d'istinto, dimostrando, almeno dal punto di vista delle parate istintive, d'esser bravino. Ma in avanti le idee (e Borriello in primis) latitano, non essendoci idee non c'è ariosità di manovra e le distanze tra attacco e centorcampo sono sempre troppo lunghe, così al 44esimo sull'ennesimo contropiede culminato con l'ennesimo batti ribatti in area di porta l'Inter con Cambiasso trova il goal del definitivo 5-3 e del nostro definitivo addio a sogni scudettati. Nel finale di partita Ranieri si dirà soddisfatto, mentre Rosella Sensi, preoccupata per l'andamento che ha visto la Roma fare un punto in due partite, ha auspicato che non venga buttato a mare quanto di buono abbia fatto la sua Roma. Intanto dagli States arrivano rumors circa la preoccupazione della (probabile) nuova dirigenza circa la classifica romanista che, adesso, vedrebbe la compagine giallorossa persino fuori dall'Europa League.

venerdì 4 febbraio 2011

Inter-Roma. L'arbitro.

Paolo Tagliavento di Terni. Nato il 19 Settembre 1972. Esordio in serie A datato 18 Maggio 2004, in Chievo-Bologna. Viene coinvolto in calciopoli, ma completamente scagionato.
Putroppo l'ultimo precedente non ci arride, in quanto risale allo 03 Ottobre 2010 allorquando perdemmo 2-0 contro il Napoli a Napoli. Fino a quella partita Tagliavento era il nostro arbitro "talismano", infatti non ne aveva persa nemmeno una!

Inter-Roma. Il precedente.

Quella che và conchiudendosi verrà ricordata come quella "degli americani"! Giovedì 03 Febbraio 2011, al termine di una seduta prevista come "interlocutoria", si è usciti con la definizione di "migliore" relativa all'offerta presentata dal gruppo presieduto da Thomas Di Benedetto. Alcune fonti giornalistiche già parlano di Roma agli statunitensi, c'è, persino, chi si è sbilanciato in organigrammi: ritorno di Franco Baldini, arrivo di Sabatini, arrivo di Zeman pel settore giovanile. Insomma la fantasia vola. Registriamo, intanto, come da ADN Kronos (leggasi Pippo Marra) abbia già preannunciato persino i tempi: in poche parole la Roma, secondo l'ADN, dovrebbe diventare statunitense, al più tardi, il 16 Marzo prossimo. ASPETTIAMO.
Tornando a venti maggiormente "vicini" ci aspetta quella che negli ultimi anni fu la sfida scudetto per antonomasia. L'Inter "lamenta" l'assenza di Chivu, squalificato per 4 giornate dopo il pugno in faccia e alla traditora dato dall'ex romanista al barese Rossi nel posticipo dell'infrasettimanale vinto dai nerazzurri in Puglia per 3-0. Noi, invece, lamentiamo l'assenza di Mexes squalificato per due turni a seguito degli insulti che AVRBBE rivolto al quarto uomo al termine di Roma-Brescia. Evidentemente un vaffa vale mezzo pugno in faccia... la prossima volta conviene dare uno schiaffo! Registriamo, invece, il dietrofront della Lega in merito alle bestemmie: a Palermo Buffon ha palesemente sacramentato l'Altissimo in faccia alla telecamera e non ha subito alcuna sanzione.
La memoria del match di Domenica sera ci riporta indietro in un'epoca, anch'essa, di passaggio di consegne: era il 29 Aprile 1979 e la Roma era purtroppo impelacata nella lotta per non retrocedere. Sembrava, la trasferta di San Siro, una di quelle partite già segnate. Con le dirette antagoniste per la lotta per non retrocedere (Avellino, Vicenza e Bologna) impegnate in impegni più abordabili, per la Roma una sconfitta avrebbe significato l'impossibilità, nelle successive due giornate (Atalanta in casa e Ascoli in trasferta) di essere padrona del proprio destino. Invece il destino quella domenica avrebbe fatto scendere in campo una squadra con più di qualcuno che nei 4 anni successivi avrebbe fatto una scalata impressionante fino allo scudetto, Di Bartolomei e Pruzzo su tutti. Fu proprio il Bomber al 26esimo a sbloccare il risultato, a dare alla Roma il vantaggio necessario come l'ossigeno. De Nadai 10 minuti dopo avrebbe raddoppiato. Solamente al 70esimo Altobelli dimezzerà lo svantaggio su rigore. Nelle ultime due giornate la Roma avrebbe raccolto due pareggi, il primo drammatico in casa con l'Atalanta e il secondo a reti bianche ad Ascoli Piceno, contro i marchigiani ai quali serviva ugualmente un punto. Ma questa fu un'altra storia, sperando di non doverla vivere più!

mercoledì 2 febbraio 2011

Roma-Brescia 1-1

Se i potenziali compratori dovessero basarsi su questa partita probabilmente ritirerebbero le offerte presentate a Unicredit. Una Roma troppo brutta per essere vera lascia sui prato dell’Olimpico due punti fondamentali per la rimonta sul Milan. PRIMO TEMPO Per novanta minuti bisogna mettere da parte arabi e americani perché battere il Brescia è questa sera cosa ben più importante. Il pareggio tra Milan e Lazio offre su un piatto d’argento la possibilità per gli uomini di Ranieri di ridurre il gap rispetto ai rossoneri. Il turn-over della Roma prevede in campo il trio pesante Totti-Borriello. Vucinic con Menez che comincia dalla panchina. Nel Brescia un problema degli ultimi minuti toglie dalla sfida il portiere Sereni; al suo posto gioca Arcari. Nei primi dieci minuti non succede nulla, tranne un tentativo disperato di Diamanti che da quaranta metri cerca di metter paura a Julio Sergio ma invano. La Roma cerca di spingere sulle fasce con le incursioni di Riise ma la manovra è lenta ed impacciata ed il Brescia si chiude bene. Le rondinelle, poi, si fanno vedere dalle parti di Julio Sergio almeno un paio di volte rimediando un calcio d’angolo. Il primo quarto d’ora passa senza nessun acuto dei tre tenori d’attacco giallorossi. Anzi, fino al 26’ Arcari non si sporca nemmeno i guanti., mentre il Brescia insiste con conclusioni che vanno lontano dallo specchio della porta. La partita è noiosissima tanto che dagli spalti si comincia a spostare l’attenzione sul tema della cessione della società, con cori anti-Angelucci cominciati in Nord (con tanto di striscione) e proseguiti in Sud. Poi al 33’, da un’iniziativa di Cassetti, nasce una mischia nell’area bresciana che crea un parapiglia risolto in angolo da una deviazione di Zemina. Al 36’ ancora Cassetti, questa volta con una conclusione a rete, impegna Arcari in una parata difficile in angolo. Poi ancora Roma con Juan che di testa sfiora la traversa. La Roma cresce e lo si vede con un paio di spunti di Totti accompagnati dagli applausi dei tifosi. Per il resto poca roba e al fischio Ranieri lascia negli spogliatoi Simplicio e manda in campo Menez, tentando il tutto per tutto. Al 52’ Vucinic ci prova ma coglie solo la parte alta della traversa. Poi da un calcio d’angolo nasce un’occasione provocata da un tiro potente rasoterra di Totti con Arcari che para in doppia presa. Da Verona arriva la notizia che il Chievo vince 2-0 sul Napoli, ed in campo aumenta il ritmo di gioco della Roma, anche se le idee scarseggiano. Sembra la trama di un film già visto in passato, con la Roma che si lascia sfuggire le occasioni d’oro. Ma la 58’, come al solito, ci pensa lui Marco Borriello che approfitta di un pallone che ristagna al centro dell’area piccola bresciana per spedirlo alle spalle di Arcari: 1-0. Il risultato è da mettere presto in cassaforte e così Totti al 62’ cerca di farlo su punizione ma la conclusione si stampa sulla traversa ad Arcari battuto. Iachini corre ai ripari e manda in campo Lanzafame al posto di Cristiano Zanetti, e dopo 2 minuti Eder lo ripaga con un colpo di testa che supera Julio Sergio regalando il pareggio alle rondinelle:1-1. La Roma accusa il colpo e dopo un minuto ancora il Brescia vicino al gol con una conclusione di Lanzafame. Iachini cambia ancora le carte sul tavolo togliendo Eder e inserendo Possanzini. La Roma spinge sull’acceleratore ma in modo confuso. C’è la foga di trovare il gol della vittoria ma il Brescia si chiude bene e lascia poco spazio. L’ingresso nella ripresa di Menez non ha inciso come ci si aspettava. Il Brescia addirittura sfiora il colpaccio con Lanzafame che in contropiede colpisce la traversa piena a Julio Sergio battuto. Il sangue dei tifosi romanisti si gela e non per il freddo.




martedì 1 febbraio 2011

Roma-Brescia. L'arbitro.

Andrea De Marco. Nato a Genova il 21 Maggio 1973. Fu il primo arbitro che ci capitò dopo lo scoppio di Calciopoli (Ultima della stagione 2005/06, Milan-Roma). In quel match si mise in luce regalando due rigori al Milan, rigori che permisero ai rossoneri di batterci, nonostante il pareggio di Mexes....
L'ultimo precedente risale a due stagioni orsono allorquando battemmo il Milan a San Siro per 3-2 grazie ai goals di Riise, Mènez e Totti. Quella vittoria, nel giorno dell'addio al calcio di Palo Maldini, ci permise d'entrar matematicamente nell'Europa League della stagione seguente, la scorsa oggi.

Roma-Brescia. Il precedente.

C'è un arabo, un francese, due americani e un italiano... no, non è l'inizio di una barzelletta, ma è la lista definitiva degli offerenti vincolati presentata il 31 Gennaio 2011 all'Advisor Rotchild. Il fondo francese è il meno probabile, in quanto definito da fonti prossime a Unicredit "Folkloristico" (certo sarebbe interessante capire perchè una persona giuridica decida di muoversi per ragioni di folklore!), gli arabi sono gli stessi soci di Unicredit, detentori del 40% del capitale della banca. Per quanto abbiano fatto l'offerta maggiore sono assolutamente poco credibili: sembrano i classici compari messi lì per far alzare la posta. Poi ci sono gli americani: da una parte il fondo gestito da Di Benedetto. Per lui Unicredit è arrivata fino a New York, gestisce i Boston Red Sox, e, insieme ad altri soci, vive di intrattenimento legato allo sport; dall'altra parte altri americani non ben chiari: sembra che di mezzo ci sia persino l'egiziano Sawiris, ex proprietario della Wind (main sponsor della Roma), attualmente socio di minoranza della compagnia telefonica entrata in orbita russa; da non dimenticare come l'Egitto sia attualmente in piena rivoluzione anti Mubarak, imbarcarsi con gli egiziani ora dà l'idea di un salto nel vuoto. I soliti "ben informati" sostengono come questa sia una candidatura "fatta in casa", direttamente da Rosella Sensi che rimarrebbe, inizialmente, come presidente onorario, salvo poi riprendere il controllo effettivo della società. Và detto che se le riesce è un autentico capolavoro! Infine c'è l'italiano, il temuto Giampaolo Angelucci, figlio di un senatore dell'asfittico PDL, re delle cliniche romane, pluri indagato e pluri inquisito, ex editore di "Il Riformista" e Libero". Insomma un imprenditore (quasi) alla canna del gas: ha presentato l'offerta minore, ma nelle condizioni di valutazione dell'acquirente c'è il "grimaldello", in quanto non verrà presa in considerazione l'offerta quantitativamente maggiore, ma anche (e soprattutto) quella qualitativamente migliore. Insomma la vlautazione non avverrà su semplici parametri oggettivi e vincolanti. La sensazione è di un cetriolone in arrivo, con conseguenti e devastanti strascichi giudiziari. Insomma se dovesse rivelarsi una barzelletta, nella quale vince l'italiano apparentemente più sprovveduto, alla fine non riderà nessuno!!
Tornando al campo, la serie "A" ci propone un turno infrasettimanale,primo giorno conj le rose definitive. La Roma non ha concluso alcuna operazione in entrata e in uscita registriamo le partenze di Julio Baptista e Cicinho. Il Milan si è indebolito andando a prendere all'ultimo minuto Nicola Legrottaglie, mentre la Juventus si è svenata per Matri del Cagliari. Già metabolizzata la cessione di Pazzini volta Inter. Occhio che la Sampdoria rischia una clamorosa retrocessione: ceduti Pazzini, Cassano e Marilungo, arrivati Macheda, Maccarone e Corradi!! Il prossimo avversario della Roma è il Brescia del rientrante Iachini al posto del fresco di esonero Beretta. La memoria del natch ci riporta indietro di sette anni o poco più. Era la seconda giornata della stagione 2003/04; per l'ultima volta la Roma avrebbe fatto una buona partenza, nell'ultima stagione romanista di Capello (sarà un caso?). Dopo la bella e sbalorditiva vittoria di Udine all'esordio la Roma scende in campo a Brescia con i neoacquisti Mancini, Carew e Chivu. Difronte a un Brescia allenato da De Biasi (che la settimana precedente aveva definito Totti un cascatore) e imbottito di giocatori buonissimi: Brighi, Mauri, Petruzzi, Di Biagio, Dainelli e Matuzalem la Roma sfodera una grinta da lupi e si divora letteralmente i leoncini lombardi: all'undecimo Montella, poi Chivu su punizione, doppietta di Totti (indimenticabile il secondo goal, un pallonetto da fuori area semplicemente perfetto) e in chiusura rigore di Carew fissarono il risultato su un rotondo 5-0 per noi!!