Una partita semplice per una Roma imbottita di riserve nel gelo di Sofia. Snobbata da pubblico e tifoseria e persino dai mezzi di comunicazione (l'unica radiocronaca in diretta era quella di Carlo Zampa), questa partita si è rivelata più importante del previsto. Dopo un avvio tambureggiante dei bulgari, la Roma ha iniziato a prendere le misure degli avversari, capaci di fare qualcosa in avanti, ma del tutto sprovveduti in fase difensiva. Il CSKA ha cercato almeno il secondo goal di questa fase a gironi con ripetuti tiri dalla distanza, ma, per la legge della coperta, si è esposta alle azioni della Roma, dotata di una coppia di frombolieri inedita, come Okaka-Baptista. Inevitabili, quindi, anche le azioni pericolose della Roma, come, ad esempio un palo colpito da Andreolli su corner al ventesimo del primo tempo. Proprio quando, comunque, il primo tempo sembrava stesse scivolando sui binari di un anonimo zero a zero, al 47esimo un lancio millimetrico dalla metà campo di De Rossi pesca sulla destra Cerci, la giovane ala si accentra, evitando l'intervento di un paio di avversari, quindi piazza un sinistro che s'insacca a mezz'altezza alla destra del portiere. Nella ripresa l'esterno fa il bis al 7': Cerci approfitta di una voragine nel cuore della difesa avversaria, s'incunea, controlla bene il pallone, entro in area e batte Chavdarov in uscita, facendogli passare la sfera sotto il corpo. La ripresa continua con il CSKA proiettato in avanti alla ricerca del goal della bandiera e con la Roma che, invece, ha svariate opportunità in contropiede per dilagare, sprecate da Baptista, Cerci e Okaka. Nel finale c'è spazio per gli esordi di Stefano Pettinari e Scardina, entrambi classe '92, entrambi elementi della formazione Primavera allenata da Alberto de Rossi. Ma anche per una favola che si materializza all'88': Perrotta entra in area dalla sinistra e serve un pallone a Scardina che il giovane non può evitare di depositare in rete a porta vuota. Un gol all'esordio in giallorosso e in Europa e una serata da ricordare, per un motivo in più.
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