Torniamo ad occuparci del campionato, dopo una settimana durante la quale abbiamo visto la Fiorentina eliminare il Liverpool dalla Champions e condannarlo (ahinoi!) all'Europa League, Malagò smentire di aver dato vita ad una cordata volta all'acquisizione del pacchetto di maggioranza dell'AS Roma e Alessandro Catapano pubblicare sulla Gazzetta dello Sport i dati ematici di Daniele De Rossi, ricoverato per una settimana al Policlinico "Agostino Gemelli" a seguito di una colica renale.
Il calendario ci trascina fino a Bergamo, senza tifosi al seguito (ormai è una consuetudine riservata ai tifosi giallorossi, ma solo a noi....), su un campo storicamente ostico, dove spesso abbiamo preso sonore sveglie, ma anche dove ci siamo tolti più di qualche soddisfazione. Per ironia del destino, ogni qualvolta la Roma si sia ritrovata a rischio scivolone, ha sempre avuto a che fare con l'Atalanta, ottenendo, comunque, il risultato utile per evitare la clamorosa Serie "B". E' proprio ad uno di questi precedenti che vogliamo ricollegarci: era Giovedì 15 Maggio 1997, stava finenedo una delle peggiori stagioni giallorosse, nella quale l'arrivo del vate della Pampa Carlitos Bianchi aveva regalato solo amarezze e un calcio d'altri tempi, condito di perle di saggezza da ubriaco da Osteria (Litmanen è migliore di Totti, Trotta sarà il Capitàno della Roma, meglio cedere Aldair per prendere Pandolfi).... il destino del sor Pampurio Argentino era segnato sin dal suo arrivo: ESONERO. Quel Giovedì sera la Roma si presentò a Bergamo sull'orlo del baratro con Ezio Sella in panchina affiancato dal Totem Niels Liedholm (Curiosità del destino Liedholm arrivò, quella stagione, con due giorni di ritardo a Trigoria per via di una colica renale!)
Nonostante quella Roma fosse sul viale del tramonto regalò nei primi minuti una prestazione maiuscola che ci portò, al ventiduesimo del primo tempo, ad avere due goals di vantaggio, grazie a Di Biagio al 17esimo e Balbo al 22esimo. Nel secondo tempo altre due reti ci diedero la matematica salvezza. Il 4-0 fu firmato da Thern, ma una magia di Totti su punizione al sedicesimo del secondo tempo dimostrò che Carlitos Bianchi di calcio non c'ha mai capito un cazzo!

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