mercoledì 29 dicembre 2010

2010. Un anno di Roma

Eccoci quì, nel pieno delle vacanze natalizie.
Le cronache di mercato iniziano ad aleggiare tra le pieghe dell'informazione calcistica: Baptista è (di fatto) degli spagnoli del Malaga; la Bestia ha capito come ormai non sia più il top player che arrivò a Roma nell'estate del 2008. Intanto si sollevano due casi, uno legato ad Adriano che ha chiesto e ottenuto il rientro posticipato al 30 Dicembre, anzichè il previsto 28, per ragioni legate al permesso d'espatrio del figlio; l'altro legato a David Marcelo Cortez Pizarro. Voci insistenti lo davano per inseribile nell'ambito di qualche operazione di mercato, la Roma con un comunicato ufficiale ha smentito la volontà di privarsi del Pek, ma intanto anche lui ha prolungato le ferie in Cile di due giorni. Sono note a tutti le amarezze del centrocampista relative al suo scarso impiego in questa stagione da parte di Ranieri. Ultime notizie danno come offerto Mexes al Milan, salvo lo stop imposto da Unicredit non felice di trovarsi una Roma impoverita dal punto di vista tecnico nella vitale corsa Champions della prossima stagione. Per la cronaca Mexes il primo Febbraio si svincola a parametro zero. Continuano imperterriti gli attacchi al Capitàno, reo, secondo i soliti stronzi, di avere un contratto troppo oneroso per i futuri acquirenti. Comunque sia stiam parlando di merde cacate a forza. A margine da segnalare come le parole di De Rossi al termine di Milan-Roma (Doni è il miglior portiere col quale abbia mai giocato, dopo Buffon, e il suo problema è che a Roma girano papponi per le radio a fargli terra bruciata e che poi entrano a Trigoria a farei padroni) non abbiano trovato alcun commento da parte della società. Le cronache romane si sono subito concentrate su Mario Corsi, salvo poi essersi rafforzati i sospetti che, invece, Capitànfuturo si riferisse a Lucci, procuratore di Julio Sergio Bertagnoli. La sensazione è che De Rossi non sia più così convinto di rimanere a Roma. Dal punto di vista delle entrate registriamo la volontà, da parte romanista, di acquisire Beherami e/o Sculli per la fascia.
Intanto ripassimo questo 2010 a suo modo indimenticabile, non fos'altro per essere stata la squadra in Italia che, nell'anno solare, ha fatto il maggior numero di punti. Sei più del secondo Milan, che, oltretutto, ha giuocato un match in più!!
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domenica 19 dicembre 2010

Milan-Roma 0-1. Olè!

Nella sua terza serata più no della stagione (vedi Cesena e Madrid) il Milan si concede alla Roma che sbanca a San Siro grazie all’ex Borriello. Tre Punti d’oro per i giallorossi che riducono il gap che li divide dai rossoneri (da 10 a 7), si rimettono in gioco e fermano la fuga di Ibra e compagni. Contraddittoria la prova del Milan che perde dopo venti minuti Pirlo e gioco e non riesce mai a convincere. Grande colpo dei romani, abili a sfruttare il primo errore per poi proteggere la vittoria. Innamorato com’è del suo Milan, Massimiliano Allegri non cambia; contro la Roma conferma tutto. Compreso il miracoloso recupero di Gattuso che sembrava tre giorni fa fuori dai giochi. Boateng è inamovibile alle spalle di Ibra e Robinho e indifesa tocca ancora a Bonera affiancare Nesta. Le sorprese le riserva invece Claudio Ranieri che rivolta come un calzino centrocampo e attacco. Spedisce Totti e Taddei in panchina; schiera Brighi e Simplicio sulla linea del centrocampo, con De Rossi ai margini della difesa. Poi Menez alle spalle di un coppa d’attacco pesante: Borriello e, udite udite, Adriano. Come a Bologna Allegri dà il via libera a Pirlo che svaria a tutto campo, mentre Ambrosini ha il compito di proteggere la difesa. Ed è proprio Pirlo, al 4’, a scuotere la partita con una magia: un tocco morbido per Boateng che manca l’aggancio davanti a Doni: Al 5’ Robinho mette una “x” sulla colonna delle occasioni mancate. Splendido il suo inserimento in area e il destro delicato da posizione defilata che sfiora il lato opposto. Il gol lo sbaglia anche Gattuso al 10’: servito in area dalla linea di fondo da Robinho alza troppo il suo destro. Segnali di un Milan che domina i giallorossi, troppo statici per spaventare i primi della classe. Solo Menez prova a regalare movimento, senza essere ascoltato dai compagni. Al 20’, alla seconda entrata dura, prima di Mexes poi di Menez, Pirlo è costretto a dare forfait: tocca a Seedorf che va a coprire lo stesso ruolo. Spenta la luce al Milan, la Roma cerca di guadagnare metri e pressare con più convinzione, ma senza trovare una soluzione in grado di impensierire i rossoneri. Ci prova anche con il possesso palla. Al 30’ nuova palla gol per il Milan, ma Burdisso si fa trovare al posto giusto per respingere davanti a Doni il tiro di Boateng. Nello stesso minuto in cui, nel veloce contropiede Menez alza troppo dal limite. Ma l’errore grossolano lo fa Ibra al 35’: lo svedese parte sul filo del fuorigioco, irrompe in area, ma controlla male favorendo l’uscita di Doni. Non sembra una serata da Zlatan. Ingabbiato e marcato come una bella donna, il rossonero non ingrana, in un contesto in cui si sbaglia molto e il ritmo è calante. Sul fronte opposto Borriello, che si sfila la maschera protettiva, soffre la marcatura stretta, mentre Adriano funziona di più quando prova ad attaccare centralmente. Vittime entrambi dell’attenta difesa rossonera che può avvalersi del contributo muscolare di Ambrosini e Gattuso. La ripresa fatica a decollare. Il pallino del gioco resta al Milan, anche se nelle rare puntate verso Doni, i rossoneri infilano troppi errori di comunicazione. Manca il filo conduttore e non è certo Seedorf a cambiare lo stato delle cose. La Roma controlla bene e può organizzare il contropiede. Al 15’ grande palla di De Rossi per Borriello, fermato da Nesta in scivolata. Occasione replicata al 20’ con un tentativo di Adriano che scatena un batti e ribatti nell’area rossonera. Al 22’ Nesta giganteggia e si immola su Brighi che catapulta dal limite. La Roma, insomma, capisce che il momento è buono. E non è un caso che riesca a trovare anche il gol proprio con l’ex di turno. Menez fa quel che vuole sulla destra, mette in mezzo una palla bassa che Abate svirgola proprio sullo stinco dell’ex compagno di brigata: niente da fare per Abbiati. A Borriello non replica al 26’ e al 29’ Ibra che conferma di trovarsi altrove, sbagliando ciò che di norma gli riesce a occhi chiusi davanti a Doni. A Menez sostituito con Taddei, Allegri risponde al 41’ con Ronaldinho per Boateng; un po’ in ritardo a dire il vero. Il finale ghiacciato regala un paio di brividi: una rovesciata di Dinho e un tiro sporco di Ambrosini. Reazione troppo timida per riassestare la partita. La Roma vince; il Milan incassa la sua seconda sconfitta in casa nel momento più bello della sia stagione. Ironia della sorte, nel giorno mondiale dell’Inter.




venerdì 17 dicembre 2010

Milan-Roma. L'arbitro

Antonio Damato (Barletta, 15 Agosto 1972). Arbtro giovane, delle nuove leve del dopo Calciopoli, fu fatto esrodire in Serie "A" nel Dicembre del 2006, match Catania-Udinese 1-0.
L'ultimo precedente riale al 16 Ottobre U.S. allorquando vincemmo in casa 2-1 contro il Genoa.
Ce lo ricordiamo, purtroppo, perchè diresse l'amarissimo match Roma-Sampdoria del 25 Aprile scorso, allorquando l'inopinata sconfitta maturata contro i bleu cerchiati ci costò il tricolore.
L'ultima precedente in trasferta risale, invece, al 24 Marzo sempre 2010, allorquando battemmo, nel turno infrasettimanale il Bologna al Dall'Ara 2-0


Milan-Roma. Il precedente

Adempiuti i sorteggi Champions (Sappiam di che morte dobbiam morir!) non ci riman che tuffarci nel campionato. Il 2010 volge al termine: un anno storico che ci ha visti primeggiar in Italia nella classifica dell'anno solare (può raggiungerci SOLO il Milan, qualora ci battesse nello scontro diretto, ma, avendo giuocato in Serie "A" una partita in più nel 2010, il recupero di Firenze della scorsa stagione, non giuocato a Dicembre per freddo, avrebbe un quoto punti/matchs penalizzante nei confronti della Roma!) e che, per almeno due settimane, ci ha visti padroni assoluti dello scudetto, malamente sfumato nell'ennesimo Romalecce della nostra storia, onesta ma anche un po' fessacchiotta. La Roma che scenderà a San Siro è estremamente differente da quella che s' è imposta nel 2010, pur essend' ancor 2010. Lo spogliatoio, dicono i "bene" informati è una polveriera: la lite tra Totti e Burdisso non sembra rientrata, col Bandito ufficialmente fuori per scelta tecnica, in realtà sembra per punizione. Col Capitàno, forse, fuori per scelta tecnica; col Pek che non vede il campo dalla maledetta trasferta di Palermo e con le voci, sempre più insistenti che vorrebber il ritorno d' Adriano in Brasile già a Gennaio e la probabil partenza di Vucinic, sempre col mercato invernale del 2011. (Se dovesse accadere gli amministratori di questo blog potrebber' inscenar' manifestazioni foss'anche 'stremamente violente....)
La dead line bancaria pella cessione del club, inizialmente fissata per Mercoledì 15 Dicembre 2010,è stata posticipata per fine Gennaio, ufficialmente perchè di mezzo ci son le feste natalizie, autentica novità del 2010. Intanto la Dott.sa Rosella Sensi sembra aver ricominciato a parlar da "presidente", dichiarando 'ncedibili tanto Vucinic quanto Adriano. Per Baptista si parla d' un imminente trasferimento a Malaga, per Okaka al Bari.
Il campo sul quale domani alle 20,45 la Roma darà l'addio al 2010 è uno di quelli col quale abbiam avuto rapporti conflittuali: per 20 anni esatti fu la trasferta più temuta d' ogni romanista. Dal 1986 al 2006 raccogliemmo solo amarezze e sconfitte: 9 pareggiotti e una vittoria a tavolino in 20 anni! E allor ricordiamci quella bellissima vittoria che spezzò l'incantesimo. Era Sabato 11 Novembre 2006 e la Roma, reduce dalla bellissima vittoria casalinga contro la Fiorentina, confermata dal 2-1 infrasettimanal di Trieste in Copp' Italia scese a San Siro con 999 vittorie in Serie "A". Di solito queste statistiche non portan molto benì alla Roma, ma quella volta TUTTO si mise pel meglio. Un'azione sulla destra dell'attacco romanista firmata Perrotta-Taddei metterà Totti nelle condizioni, con una splendida rovesciata, di fulminar Dida. Il pareggio di Brocchi all'undecimo della seconda frazione sembrerà metter la parola fine sulla possibilità di successo romanista, ma al 38esimo una rabona di tal Aquilani lancerà Tonetto sulla sinistra al cross pell'accorrente Totti che, di testa, pur senza saltar, insaccherà alle spalle di Dida il goal della sua prima vittoria da professionista a San Siro. Dopo 20 anni il giusto delirio. Da ricordar la frase del Capitàno a fin gara. A chi gli chiese delucidazioni circa un'ipotetica visita fatta a Milanello il giorno precedente per salutar alcuni suoi amici rossoneri (anche per prender accordi colla dirigenza rossonera in vista d' un futuribile trasferimento al Milan) così rispose: "La visita gliel'ho fatta oggi!"

Sorteggio Champions League. Ottavi di finale.

Come potrete vedere era già tutto pevisto!! Agli ottavi di finale la Roma, mai troppo amata, mai troppo bella, mai troppo Roma, incrocierà lo Shaktar Donetsk, indubbiamente l'avversario meno quotato del ranking degli ottavi di finale. La gara di andata si disputerà Martedì 15 Febbraio 2011 allo stdio Olimpico di Roma, il ritorno in Ucraina Mercoledì 09 Marzo 2011.


Gli acoppiamenti per data sono
15 Febbraio/09 Marzo 2011
Roma-Shaktar Dontsk
Milan-Tottenham
16 Febbraio/08 Marzo 2011
Valencia-Shalke 04
Inter-Bayern Monaco
22 Febbraio/16 Marzo 2011
Lione-Real Madrid
Arsenal-Barcellona
23 Febbraio/15 Marzo 2011
Olympique Marsiglia-Manchester United
Copenaghen-Chelsea


In conclusione la fotografia che dimostra quanto non ci fossimo affatto sbagliati e avessimo già previsto ogni cosa!


domenica 12 dicembre 2010

Roma-Bari 1-0. Olè!

Poco più che una timbrata di cartellino. Tre punti servivano tre punti sono arrivati. Il clima è del tutto dimesso, pochi spettatori sugli spalti, nemmeno il tradizionale coro prenatalizio sull'aria di Jingle Bell. La Roma è arrembante e il Bari, impoverito da numerosissime assenze, è pronto a farsi picchiare sperando di cavare qualcosa dai contropiede. Totti sembra ispirato e al ventesimo ha l'occasione per aprire il match e implementare il suo palmares. Su angolo Borriello è trattenuto in area, calcio di rigore NETTISSIMO. Totti battezza il lato sinistro di Gillet, ma anche l'estremo difensore belga battezza il suo lato sinistro e blocca a terra. Nessuno và a consolare il capitano e dalla Sud non parte il solito coro a suo favore quando capita che sbagli un rigore. Brutta cosa! Passano dieci minuti e su punizione ben scodellata dal capitàno è lesto Juan ad anticipare tutti e siglare il vantaggio romanista. Da questo momento è pura accademia, si registra un tiro di poco fuori di Menez all'ultimo minuto del primo tempo. Nel secondo tempo tutti si aspettano il Bari, ma è la Roma a comandare le ostilità. Menez sulla sinistra fà impazzire tutti, ma il Bari è un po' più pericoloso, stante l'assenza di Pizarro costretto inspiegabilmente alla panchina per tutti e 90 i minuti. Sulla fascia sinistra della mediana romanista Greco soffre un po' troppo e l'ingresso di Taddei per Menez è un po' tardivo. Si registra un palo di testa colpito da Cassetti e un goal annullato ingiustamente a Borriello, accusato d'aver stoppato la palla con la mano, quando invece lo stop era palesemente di spalla. Totti, comunque buon match il suo, esce al 25esimo nell'anonimato di una fase di carriera che non merita. Si rivede Okaka e nel Bari entra D'Alessandro, rendendo chiarissima l'intenzione di Ventura di cogliere l'occasione per un pareggio beffa nel finale. La cosa per poco gli riesce, saranno bravissimi Cassetti e Castellini a fermare l'occasione capitata proprio all'ex gialorrosso al 90esimo. Da notare l'ottima prestazione di Mexes e il rientro di Doni, stante l'infortunio accorso a Bogdan Lobont nel finale della prima frazione. Brutto saluto all'Olimpico per un 2010 comunque memorabile.




venerdì 10 dicembre 2010

Roma-Bari. L'arbitro

E' Andrea Romeo di Verona. Nato nella città ligure il 23 Settembre 1970 (Sì sembra una presa in giro, ma si chiama Romeo da Verona... e Giulietta? Zoccola!). Esordisce in Serie "A" in data 29 Maggio 2005 nel match interlocutorio di fine campionato Messina-Livorno 1-1. Non verrà mai coinvolto in calciopoli e per questo motivo può dirsi che sia un arbitro delle nuove generazioni, della cosidetta "Seconda Repubblica" pallonara.
L'unico precedente con la Roma risale alla prima giornata di ritorno della stagione scorsa allorquando diresse la vittoria romanista per 3-0 contro il Genoa, firmata da Perrotta prima e poi dai primi due goals giallorossi di LUCAATONIIIII!!