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martedì 21 giugno 2011

Ancora una volta

«Ma secondo te… je la famo?»
«Tranquillo… oggi la Roma lo vince, lo scudetto…»

Domenica 17 giugno 2001, ore 9.00 del mattino, circa.
Io e un amico dell’epoca (con cui mi persi di vista qualche anno dopo la maturità), lasciavamo casa di un nostro compagno di classe.
Eravamo rimasti a dormire lì dopo una sbronza colossale, in quel dei castelli.
Ovviamente non avevamo bevuto chissà che cosa, ma a 18 anni bastano un paio di romanelle a stomaco vuoto per farti ridere di qualsiasi cosa. Quel che non sapete, è che l’amico con cui ebbi lo scambio di battute in apertura del post, era (ed è) un feroce lazialotto… potete dunque immaginare con quale gioia pronunciava quelle parole.

Eppure, in quella mattinata assolata, avevo bisogno di certezze. Di qualcuno che mi dicesse che sarebbe andato tutto bene, che stavolta ce l’avremmo fatta noi. Sì noi, quelli della Roma. Ironia della sorte, il mio unico interlocutore in quel momento era un laziale depresso. Anche l’altro amico, quello che ci aveva ospitato, era piuttosto tranquillo: la Magica sarebbe diventata campione d’Italia.

Beati loro, che avevano queste certezze. Io dopo il pareggio di Napoli avevo iniziato a vedere i soliti fantasmi, quelli che ti strappano lo scudetto all’ultimo respiro… d’altra parte, la storia della Roma è piena di eventi del genere. Arrivi a un passo dal traguardo e inciampi sulla più classica delle bucce di banana. Applausi, grazie lo stesso, bandiere ammainate e testa china fino a casa, orgogliosi per il bel campionato ma beffati come sempre.
Eppure stavolta non poteva andare nuovamente così… no.

Indosso il casco, salgo su quel macinino che avevo al posto del motorino e mi dirigo verso casa. La mattinata era caldissima, per Roma non volava una foglia. Stavamo tutti aspettando le 15… e nel frattempo, tra curve e semafori, continuavo a pensare, a rimuginare sul fato giallorosso.

Stavolta non potevamo sbagliare, dovevamo strappare lo scudetto dalle maglie dei laziali, dovevamo vincere noi. Perché dopo anni e anni di umiliazioni, ce lo meritavamo.
Ennesimo semaforo. Che palle.
Mi distraggo un attimo per controllare l’ora, quando all’improvviso accade quello che non ti aspetti, nel giorno che più aspetti: mi passa davanti il pullman della Roma.

Il cuore batte all’impazzata, intravedo Capello, Totti e Cafu. Intravedo la squadra che alle 15 potrebbe avverare tutti i nostri sogni. Decido d’interpretarlo come un segno divino, l’adrenalina sale, arrivo a casa carico a mille.
Seguo tutte le trasmissioni pre-partita, leggo, controllo il televideo, mangio distrattamente, mando un paio di messaggi, mi fisso davanti al televisore. Ci siamo. Sono le 14.55. Le immagini che arrivano dall’Olimpico fanno venire la pelle d’oca, quel mare di bandiere sgombra anche gli ultimi dubbi… oggi ce la facciamo, vinciamo noi. Ma sì, basta scaramanzie, è tempo di trionfare… Apre il Capitano, conferma Top Gun, mette il timbro il Re Leone.
Dicono che abbia segnato anche Di Vaio, ma non se n’è accorto nessuno, forse nemmeno lui.

Da lì in poi, i ricordi sono confusi, ricordo la corsa in motorino verso il Circo Massimo, le bandiere, i sorrisi, i clacson, le trombette, i cori. Ricordo lo sguardo della gente, illuminato da una gioia attesa per ben 18 anni. Ricordo le lacrime al concerto di Venditti, la perdita totale della voce nel cantare Grazie Roma, la sensazione che le porte del paradiso si fossero spalancate per noi.

Solo chi è Romanista potrà comprendere queste righe, quell’emozione. Probabilmente in nessun altro posto del mondo le avremmo vissute… ed è per questo che non vediamo l’ora che possa riaccadere. Di piangere, sì. Per la vittoria più bella, per la Roma.
Ancora una volta.

martedì 29 dicembre 2009

Bellissimo video



Roma - Milan 1-1
pareggio di Montella con pallonetto a Seba Rossi.

Emozioni indimenticabili anche grazie al commento di Carlo "The Voice" Zampa... e proprio i ragazzi del suo forum (Popolo Giallorosso), hanno creato questo video davvero esilarante.

Buone feste a tutti!

sabato 30 maggio 2009

Ago



…un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia…
-La Leva Calcistica Della Classe ‘68 -
Francesco De Gregori

La Tana dei Lupi rende omaggio a uno dei più grandi capitani della storia giallorossa, Agostino Di Bartolomei.Sono passati 15 anni, ma Roma non lo dimenticherà mai. Ero troppo piccolo per ricordarlo, ma la sua storia mi ha sempre colpito… leggetela, scoprite chi era. E capirete perché Roma non potrà mai dimenticarlo.

Nell’anniversario della sua scomparsa, gli dedichiamo la canzone che il grande De Gregori scrisse per lui, probabilmente una delle migliori in assoluto del cantautore romano.



Ciao, Ago.

lunedì 2 febbraio 2009

Auguri, Re Leone!


Oggi Gabriel Omar Batistuta compie 40 anni.

E' stato uno dei più grandi attaccanti della storia della Roma, protagonista dello storico scudetto del 2001.


Per rinfrescarvi la memoria, date un'occhiata a questo video...


martedì 20 gennaio 2009

Dino Viola, 18 anni dopo


Ricorre oggi il diciottesimo anniversario della scomparsa del Presidente Dino Viola, l'uomo che riuscì a contrastare il potere del nord costruendo una squadra fantastica, di cui ancora oggi si raccontano le gesta. La conquista del secondo, storico, scudetto e la finale di Coppa dei Campioni sfumata come tutti sappiamo, sono punti esclamativi su una gestione perfetta.

La Tana dei Lupi ringrazia quanti si uniranno al ricordo di questo grande Presidente.

mercoledì 31 dicembre 2008

2008, un anno giallorosso

Inizialmente avevo pensato di riprodurre le solite fredde statistiche, ma l'amore per il calcio e per la Roma soprattutto è emozione, una di quelle emozioni che i numeri non sapranno mai riprodurre, per cui tuffi nel cuore e casse a palla, perchè c'è una delle Roma più forti di tutti i tempi!

giovedì 11 dicembre 2008

Alberto D'Aguanno.


Nella magica notte contro il Bordeaux a molti è sfuggito il triste anniversario: due anni dalla morte di Alberto D'Aguanno. Personalmente ricordo benissimo la giornata; era incredibile e impensabile: 41 anni, due figli, di cui uno piccolissimo (che mai conoscerà il padre!). Non è giusto e non è possibile. Sentii la notizia in chiusura di Tg1, riconobbi la sua fotografia sullo sfondo, ma ormai era in chisura... corsi su internet e lessi la ferale notizia. Non volevo crederci: il giornalista, dallo spiccato accento milanese, dipendente Mediaset, che scrisse su "Il Romanista" "Sapessi come è strano tifare Roma a Milano", adesso non ci sarebbe mai più stato! Uno dei più sinceri innamorati della Roma, ironico, asciutto e appassionato che ci teneva compagnia ogni giorno dalle frequenze di Rete Sport, che avrebbe voluto inventare la rubrica "Il pelo nell'uovo" per non creare eccessive esaltazioni nel pubblico romanista dopo ogni vittoria, lo avevamo perso per sempre. Alla vigilia del derby. Quel derby fu bruttissimo sotto ogni punto di vista. Non c'era la scenografia, lo avremmo perso male (3-0) e non avremmo avuto nemmeno Alberto D'Aguanno a sdrammatizzare. Personalmente non credevo, prima di quel giorno, di piangere la scomparsa di una persona che conoscevo solo per i suoi interventi radiotelevisivi, invece Alberto D'Aguanno riuscì a farmi capire anche questo!
In fotografia lo striscione dedicatogli in Sud Martedì scorso: "Due anni sono passati, ma non ci siamo mai scordati. Alberto D'Aguanno questa notte è anche tua!"

venerdì 14 novembre 2008

Roma-Lanzie: i precedenti

E come se fà a parlà de precedenti?
N'abbasta uno solo!
QUESTO!!

domenica 9 novembre 2008

Gabbo: per non dimenticare


Oggi, poco prima dell'incontro Lazio - Siena allo Stadio Olimpico, è stato dedicato un tributo a Gabriele Sandri, tifoso biancoceleste ucciso esattamente un anno fa per un tragico errore dell'agente di polizia Luigi Spaccarotella.

Gli altoparlanti hanno trasmesso le note di "Meravigliosa creatura", una delle canzoni preferite di Gabbo, mentre sui megaschermi apparivano foto e immagini del ragazzo.

Ci uniamo al suo ricordo, accodandoci idealmente a quel lungo applauso dell'Olimpico... perché per certe cose non possono esistere bandiere.