
Parlare di una partita come questa non è affatto semplice.
O meglio: fare una cronaca del match è una cosa tutt'altro che complicata, ma è chiaro che non possiamo tenere a mente determinate cose. Che - con tutto il rispetto - sia assolutamente indegno prendere 3 gol dal Kosice è chiaro a tutti, dunque anziché sparare a zero come sento fare da più parti, vorrei analizzare alcune cose.
Partiamo dall'atteggiamento: ebbene, nonostante tanti giocatori a fine gara parlino di una concentrazione altissima... secondo me è proprio questa che è mancata. L'impegno odierno è stato vissuto come un fastidio, bastava guardare i giocatori. E' chiaro che determinati stimoli è davvero difficile trovarli il 20 agosto in slovenia, per di più giocando in un orario piuttosto caldo... eppure la testa mancava, c'è poco da fare.
Gli unici veramente concentrati erano il Capitano e Menez, probabilmente voglioso di far esplodere quel talento che tutti gli riconoscono ma che finora è rimasto ancora piuttosto celato. Per la prima volta da quando indossa la maglia giallorossa, l'ho visto scendere in campo con il piglio giusto, pronto a far male e a lavorare per la squadra, segno evidente che le numerose strigliate del Mister hanno finalmente raggiunto il loro obiettivo. A parer mio sarebbe stato molto più incisivo nella posizione di trequartista/seconda punta (nello spallettiano 4-2-3-1 spesso l'incursore alle spalle di Totti viene lanciato in porta dallo stesso Capitano) che come esterno, dove comunque oggi ha fatto bene.
Male, molto male l'intera fase difensiva. Dal centrocampo in giù hanno sbagliato tutti, tutto. Andreolli sembrava la pallida fotografia del pilastro ammirato durante gli europei under 21, Mexes ancora isterico, Motta e Riise intermittenti. Di Artur è meglio non parlare: 4 tiri, 3 gol. Va detto, però, che la squadra non ha affatto aiutato il pacchetto arretrato, che spesso si è ritrovato in affanno.
Passiamo al Mister, ora: dopo un'estate a lavorare sul 4-4-2, appena arrivano le partite ufficiali torna al collaudato 4-2-3-1. Sembra quasi aver paura di cambiare, di osare... eppure gli uomini per fare quel modulo c'erano, bastava togliere un impalpabile Brighi e inserire Guberti, Menez a quel punto avrebbe ricoperto il ruolo di seconda punta, svariando alle spalle del Capitano. Forse anche la difesa sarebbe stata più coperta, chissà.
Come dicevo in apertura, qualche attenuante vogliamo ancora concederla, ma solo per il fatto che si tratta di calcio d'agosto ed effettivamente la concentrazione è quella che è... ma da domenica non si potrà più sbagliare.
Riparte il campionato e noi ci troveremo di fronte a un Genoa più robusto rispetto a quello della stagione passata e soprattutto saremo circondati da un pubblico galvanizzato dagli ultimi risultati. Non sarà affatto facile, si tratta di una trasferta da veri lupi. Speriamo che gli 11 che scenderanno in campo si ricordino di esserlo.
In conclusione, segnaliamo che nella giornata di giovedì Leandro Rosi è passato ufficialmente al Siena con la formula della comproprietà. Il terzino destro romano, classe 1987, ha partecipato ieri sera alla presentazione della squadra bianconera, ricevendo la maglia numero 87. A lui facciamo gli auguri per una stagione da protagonista con il suo nuovo club.PS: Nel frattempo, uno che non è mai decisivo, ha segnato il 7° gol in tre partite ufficiali...
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