martedì 25 novembre 2008

Una questione di democrazia


Una questione squallida... diciamolo.

Clikkando qui troverete il pistolotto del direttore di "Wired" a proposito della diatriba con Mario Corsi. Da qualsiasi parte la si guardi fa abbastanza schifo. E' chiaro che "Il Romanista" stia tirando la volata alla cessione della Roma, da parte della Famiglia Sensi, è chiaro che Rete Sport, per un rapporto sempre più simile a quello che fu il Bulgaria-URSS degli anni settanta, si associa a prescindere a questo tentativo di "Occhiuta rapina" (a distanza di sette mesi mi sento di sposare appieno le parole di Pippo Marra). Dall'altra parte Mario Corsi che ha una capacità camaleontica non indifferente, da sempre dalla parte delle dirigenze agli sgoccioli, adesso non perde occasione per sparare a zero su "Il Romanista". E' chiaro che intorno alla Roma stia succedendo "qualcosa": la Roma non è padrona di nulla, quindi, sostanzialmente, non è appetibile da chi che sia, ma la famiglia Sensi è padrona dei famosi terreni di Torrevecchia, appezzamenti nemmeno troppo distanti dal centro, ancora non edificati, ma già edificabili: indubbiamente un bel bottino. Ecco intorno a questi appezzamenti di terra ruota la "questione democratica": gli imprenditori palazzinari vogliosi di AS Roma, in realtà ambiscono a quei terreni e, a seguito della vicenda Soros, hanno trovato un'opinione pubblica ben lieta di attaccare la dirigenza Sensi; dall'altra parte Marione è chiaro come abbia paura di perdere il suo riferimento all'interno della società e attacca, anche per questioni personali, sia Il Romanista sia Rete Sport, autentici pasdaran dell'Anti Sensismo militante degli ultimi tempi. Adesso è entrato in campo niente meno che l'augusto storico direttore Riccardo Luna per difendere quella che fu (Anche) una sua creatura, la risposta di Marione è l'immancabile Michele Baldi circondato da altri politici sostanzialmente bipartisan. In tutta questa battaglia si sta perdendo di vista l'interesse principale: l'amore per la Roma. Non che la squadra possa mai risentire delle battaglie tra Luna e Corsi, ma i tifosi, fruitori delle radio, coloro che oggi come oggi costituiscono l'osso duro del tifo da stadio, adesso sono non solo spaesati, ma divisi, si contrappongono come Montecchi e Capuleti. Su Rete Sport è impossibile senitre un ascoltatore che sia soddisfatto della Roma, sia attuale che passata, sembra che la Roma sia una società sull'orlo del fallimento; su Centro Suono (Soprattutto durante "Te la do io Tokyo"), invece, sembra che la Roma sia una squadra al centro di un mega complotto mondiale, per il terrore che possa suscitare qualra potesse agire liberamente. Ogni voce di dissenso viene immancabilmente messa a tacere, gli editorialisti de "Il Romanista" sono o Antisensiani o Asensiani. Ecco la questione democratica è sostanzialmente questa: il tacere del dissenso, non controllare su google chi fosse Mario Corsi, perchè quello è arcinoto e lo era pure a Settembre 2005!

1 commento:

Unknown ha detto...

Mio Dio. Nemmeno la Fox sulle Presidenziali era così accolorata...