Altro treno altra corsa: altra vittoria! Come al solito è la volta di Capitan Totti a risollavare la StraMagica. La partita è stata intensissima, non adatta a chi abbia il cuore debole. Pronti via e dopo un minuto De Rossi scodella sotto la Sud una punzione per Juan che, approfittando di una leggerezza di Frey, manda di testa di poco a lato. Il tempo di ribaltare il fronte e Doni deve superarsi per deviare una punizione di Adrian Mutu (Accolto da una salva di fischi da un Olimpico che si è sentito tradito dal voltafaccia di luglio: siamo sicuri che sia convenuto al giocatore e alla Fiorentina? Alla Roma sì) Dicevamo: le azioni non mancano, Vucinic viene pescato due volte in fuorigioco, ma ne viene fischiato anche uno a Baptista INESISTENTE! La partita viene lottata su ogni millimetro del campo. A metà del primo tempo, Totti si libera con un'azione da fantascienza dei centrali difensivi viola e spara verso Frey che si supera con un autentico miracolo. Miracolo che cinque minuti dopo il portiere viola ripete su Vucinic lanciato sulla sinistra. Nel secondo tempo si parte come nel primo, Roma e Fiorentina a lottare su ogni centimetro di campo. Il tiro di Baptista da fuori area è il preludio al goal: volata sulla destra di Ferrante Taddei, palla al centro verso Totti posizionato al limite dell'area, tiro al volo rasoterra che Frey frena ma non ferma. Goal e tutti a casa? Macchè: la Roma ha un'altra occasione di platino con Vucinic solo soletto al centro dell'area di rigore, ma Frey, su colpo di testa del montenegrino, si fa perdonare l'incertezza del goal e para. La Fiorentina mette dentro Jovetic per Santana, Pazzini per Gilardino e Almiron per Felipe Melo; Spalletti è costretto a sostituire per infortunio Cassetti con Cicinho e Mexes con Loria e, a tre minuti dalla fine, Totti con Menez (non per infortunio). Ma nulla cambia: la Fiorentina si fa tambureggiante, ma è la Roma ad avere la più ghiotta occasione con un tiro di Baptista da fuori area che si stampa sulla traversa (da notare un palo preso da Totti a metà primo tempo su punizione). Sul ribaltamento di fronte Doni compie un miracolo su Gamberini che colpisce di testa, e allontana da Mutu ben messo per la ribattutta a porta vuota. La partita si conchiude con un tiro da fuori di Vucinic deviato in angolo da Frey, ma Tagliavento (un cecchino inviato dalla federazione per fermare la Roma) pone fine alla tenzone.domenica 30 novembre 2008
Roma-Fiorentina 1-0. Olè
Altro treno altra corsa: altra vittoria! Come al solito è la volta di Capitan Totti a risollavare la StraMagica. La partita è stata intensissima, non adatta a chi abbia il cuore debole. Pronti via e dopo un minuto De Rossi scodella sotto la Sud una punzione per Juan che, approfittando di una leggerezza di Frey, manda di testa di poco a lato. Il tempo di ribaltare il fronte e Doni deve superarsi per deviare una punizione di Adrian Mutu (Accolto da una salva di fischi da un Olimpico che si è sentito tradito dal voltafaccia di luglio: siamo sicuri che sia convenuto al giocatore e alla Fiorentina? Alla Roma sì) Dicevamo: le azioni non mancano, Vucinic viene pescato due volte in fuorigioco, ma ne viene fischiato anche uno a Baptista INESISTENTE! La partita viene lottata su ogni millimetro del campo. A metà del primo tempo, Totti si libera con un'azione da fantascienza dei centrali difensivi viola e spara verso Frey che si supera con un autentico miracolo. Miracolo che cinque minuti dopo il portiere viola ripete su Vucinic lanciato sulla sinistra. Nel secondo tempo si parte come nel primo, Roma e Fiorentina a lottare su ogni centimetro di campo. Il tiro di Baptista da fuori area è il preludio al goal: volata sulla destra di Ferrante Taddei, palla al centro verso Totti posizionato al limite dell'area, tiro al volo rasoterra che Frey frena ma non ferma. Goal e tutti a casa? Macchè: la Roma ha un'altra occasione di platino con Vucinic solo soletto al centro dell'area di rigore, ma Frey, su colpo di testa del montenegrino, si fa perdonare l'incertezza del goal e para. La Fiorentina mette dentro Jovetic per Santana, Pazzini per Gilardino e Almiron per Felipe Melo; Spalletti è costretto a sostituire per infortunio Cassetti con Cicinho e Mexes con Loria e, a tre minuti dalla fine, Totti con Menez (non per infortunio). Ma nulla cambia: la Fiorentina si fa tambureggiante, ma è la Roma ad avere la più ghiotta occasione con un tiro di Baptista da fuori area che si stampa sulla traversa (da notare un palo preso da Totti a metà primo tempo su punizione). Sul ribaltamento di fronte Doni compie un miracolo su Gamberini che colpisce di testa, e allontana da Mutu ben messo per la ribattutta a porta vuota. La partita si conchiude con un tiro da fuori di Vucinic deviato in angolo da Frey, ma Tagliavento (un cecchino inviato dalla federazione per fermare la Roma) pone fine alla tenzone.Roma - Fiorentina. I convocati
Il Mister Giallorosso Luciano Spalletti ha convocato 18 giocatori per la partita odierna contro la Fiorentina. Eccoli di seguito:Artur, Baptista, Brighi, Cassetti, Cicinho, De Rossi, Juan, Loria, Marangon, Menez, Mexes, Montella, Perrotta, Riise, Taddei, Totti, Virga, Vucinic.
Indisponibili: Aquilani, Okaka, Panucci, Pizarro, Bertagnoli e Tonetto
Probabile formazione: (4-3-2-1): Doni; Cassetti, Juan, Mexes, Riise; De Rossi, Brighi, Taddei; Baptista, Perrotta; Totti.
venerdì 28 novembre 2008
Roma-Fiorentina: i precedenti

Roma-Fiorentina. L'arbitro

Svelato l'arcano
mercoledì 26 novembre 2008
Cluji-ROMA 1-3 Olè (Quasi)

In Moldova c'è un'altra Roma!
Ma la cosa più interessante è che vi milita una squadra una squadra con casacca rossa e bordi bianchi che risponde al nome di AS Roma!
I Giallorossi rumeni militano in quarta divisione (la nostra serie D o Lega Pro, che dir si voglia) e il suo capitano, Bogdan Chimir, ha espresso il desiderio di conoscere Francesco Totti.
martedì 25 novembre 2008
Una questione di democrazia

Cluj - Roma. I convocati.

Aquilani, Artur, Baptista, Bertagnoli, Brighi, Cassetti, Cicinho, De Rossi, Juan, Loria, Marangon, Menez, Mexes, Montella, Okaka, Perrotta, Pizarro, Riise, Taddei, Tonetto, TOTTI, Vucinic
lunedì 24 novembre 2008
Cluj - Roma. L'arbitro
Arbitrerà l'incontro il portoghese Lucilio Cardoso Cortez Batista.
Riparte la Roma
L'ottima partita con il Chelsea, che ha segnato il debutto del nuovo modulo, ha di fatto cambiato la stagione della nostra squadra... certo, un punto e a capo prima o poi doveva essere messo, perché la B non era mai stata così vicina.
Eppure alla fine pare che lo spirito, almeno quello, degli scorsi anni si sia ritrovato: Spalletti ha smesso di guardarsi le scarpe e ha lavorato su un nuovo concetto di gioco, che esaltasse le caratteristiche tecniche dei giocatori che quest'anno (volente o nolente) si è ritrovato nella rosa. Del resto continuare a incaponirsi col 4-2-3-1, senza poter contare sull'apporto di esterni validi e del miglior Totti era un suicidio.
Dopo vari tentativi finalmente l'ha capito e ha cambiato. E' riuscito anche a cambiare la mentalità dei giocatori, troppo molli psicologicamente... impalpabili sotto ogni punto di vista. Compreso lui, uno dei migliori allenatori che abbiamo mai avuto. Se questa dev'essere la sua ultima stagione, se proprio ha voglia di andare via, beh, che almeno lo faccia con grande stile...
Quindi in primis si è ritrovato lui, poi ha rimesso insieme i cocci di una squadra allo sbando. Sono persino tornate le cene insieme e Totti è tornato a fare assist, gol ma soprattutto cucchiai. Segno che sta bene, che ha voglia di divertirsi ancora con questa Roma, ora più che mai.
Al momento fissare obiettivi è inutile: però continuiamo così, con la stessa grinta di ieri. Sicuramente il Lecce era ben poca cosa, ma il piglio è stato dei migliori.
Un grande applauso poi lo merita Matteo Brighi: non farà rabone né colpi di tacco, ma è di un'utilità spaventosa. Se c'è un contratto da prolungare e magari da adeguare, dev'essere il suo.
Avanti così, prossima fermata la Romania... per 3 punti che potrebbero farci sognare sul serio.
domenica 23 novembre 2008
Lecce-Roma 0-3! Olè
Riise 5,5: non và. Nemmeno stasera che aveva un Lecce derelitto e timido. Si mangia un goal Dio solo sa come e perchè. In difesa riesce ad andare in affano persino contro nessuno. Perchè?
Sostituzionisabato 22 novembre 2008
Lecce-Roma. I Convocati
venerdì 21 novembre 2008
Lecce-Roma. Il precedente

Lecce-Roma. L'arbitro.

giovedì 20 novembre 2008
Non solo calcio....
mercoledì 19 novembre 2008
Aquilani chiama Juve!

martedì 18 novembre 2008
Ed ecco qui Bongo/Zampa!
Riflessioni a mente fredda
Ok, dai.Abbiamo goduto, ci siamo presi qualche piccola soddisfazione su amici e/o colleghi e almeno per una giornata siamo stati piuttosto sereni pensando alla Roma.
Non accadeva dalla partita col Chelsea, l'unico altro sorriso stagionale, finora.
Ma adesso riprendiamo a guardare avanti, perché i problemi ancora non sono stati risolti, questo è evidente. La squadra non gira come dovrebbe e l'emblema della situazione non può che essere l'ottimo Matteo Brighi, passato dall'essere un ottimo rincalzo a titolare inamovibile.
Non metto in dubbio che il gruppo sia unito come dicono, ma è chiaro che qualcosa continua a non andare.
Il derby è andato bene e quei tre punti in questo momento sono d'oro. Ora ricominciamo, anzi, iniziamo a marciare. L'Europa è un miraggio, ma inanellando un filotto di vittorie potrebbe anche diventare un obiettivo concreto.
Prendiamo tutte le sensazioni positive di queste ore e cerchiamo di trasformarle in qualcosa di concreto, andiamo a Lecce e vinciamo.
Se non con il gioco (ormai è un caro ricordo), almeno con la stessa tigna con cui De Rossi, Brighi e Panucci giocano ogni partita. Ovviamente tengo fuori da ogni discorso Totti, Capitano vero, non perché sia intoccabile, ma perché è chiaro che dal punto di vista medico è stato fatto un disastro con lui.
Ha sbagliato lo staff medico a volerlo recuperare a tempo di record, ha sbagliato la società a non rendersi conto che un suo sostituto vero andava assolutamente preso in estate. Lui stringe i denti e tenta di trascinare la Roma fuori dal pantano in cui si trova, ma è assurdo che non si sia potuto curare adeguatamente.
Comunque sia, mettiamo un punto a tutto. Facciamo una squadra quadrata e tosta, cerchiamo di ragionare di partita in partita, perché al momento fare tabelle è impossibile.
Ragioniamo tutti con calma e proviamo a ripartire, tutti.
Facciamo in modo che il campionato sia iniziato domenica sera, alle 20.30.
lunedì 17 novembre 2008
Ridiamo con e per lui.
La direzione del Blog è pronta a regalare un grazioso Cadeaux a chi riesca a inviare il video del goal di Maurito!
A ROMA C'E' SOLO UNA SQUADRA...
domenica 16 novembre 2008
Roma-Lanzie 1-0! Olè

sabato 15 novembre 2008
ROMA - Lanzie: i convocati

Artur, Baptista, Bertagnoli, Brighi, Cassetti, Cicinho, De Rossi, Doni, Juan, Loria, Menez, Mexes, Montella, Okaka, Panucci, Perrotta, Riise, Taddei, Tonetto, TOTTI e Vucinic.
venerdì 14 novembre 2008
Roma-Lanzie: i precedenti

Roma-Lanzie: l'arbitro
L'arbitro è Gianluca Rocchi (Firenze 25 Agosto 1973). Certo Gianluca ROCCHI prima di Roma-Lazio non mette proprio di buon umore: assistenti Pandev e Zarate, quarto uomo Siviglia? Seriamente: è lo stesos arbitro di Juventus-Genoa 4-1 anticipo di Giovedì 13 Novembre, perchè Sabato 15 l'Italia di Rugby giocherà a Torino un test-match contro i pumas argentini. Sdrammatizziamo...
Manca sempre meno al derby.... Barzelletta GENIALE trovata sul forum PopoloGiallorosso...
Un bambino va da Lotito e con 10 Euro gli dice: "Io me te compro a te e a
tutta la Lazio!" Il giorno dopo sempre lo stesso bambino riva' da Lotito e gli
ridice: "Io me te compro a te e a tutta la Lazio!" Allora Lotito prende il
bambino e lo porta dal padre spiegandogli quello che era successo. Il padre così
comincia a prendere a schiaffi il figlio e gli dice: "T'ho detto mille volte che
nun devi spenne i sordi pe' ste stronzate!!!"
De Rossi: "Ce la farò!"

giovedì 13 novembre 2008
Ancora le polpettine!
Questa volta è la gazzetta dello sport che paventa, 72 ore prima del Derby, un interessamento da parte di un altro imprenditore: Angelini, "Mister Tachipirina". Ecco il testo dell'intervista apparso sulla Rosea odierna (13 Novembre 2008)Comunicato Curva Sud

mercoledì 12 novembre 2008
What's next?
Ovviamente la risposta dovrebbe essere "no, mandiamoli via e ricominciamo con gente più motivata". Benissimo, ok.
Ma il punto, purtroppo, è che la situazione finanziaria è quella che è. Non tanto dell'AS Roma, che per la prima volta dopo quattro anni presente un utile piuttosto alto in bilancio, quanto per l'esposizione debitoria di Italpetroli, ovvero la società che detiene il controllo della squadra giallorossa.
Ieri la Dott.ssa Mazzoleni è stata chiara: «si faranno scelte per mantenere un livello tecnico adeguato alle competizioni che si andranno ad affrontare e terremo conto del nostro grado di competitività a cui ci dovremmo rapportare». Dunque questo vuol dire che se non entreranno i soldi di un piazzamento Champions o premi che Sky ha stanziato per le prime due posizioni del campionato, non solo dovremo vendere dei pezzi pregiati della rosa, ma addirittura rimpiazzarli con giocatori tecnicamente inferiori.
Una società che si autofinanzia, purtroppo, non può permettersi di sbagliare una stagione. Capita, nello sport può accadere... guardate il tanto blasonato Milan, per esempio: lo scorso anno ha collezionato una serie di figuracce in Italia e in Europa e alla fine è arrivato quinto. Un fallimento su tutta la linea.
Eppure nessuno ha fatto drammi, hanno rinforzato la squadra in alcuni punti e oggi sono di nuovo lì, in vetta a contendere lo scudetto ai loro cugini neroazzurri.
La Roma purtroppo non può permettersi di fallire una stagione, perché dipende troppo dai risultati sportivi. Se non arriviamo in Champions il ridimensionamento ci sarà, questo è bene tenerlo a mente. Magari inzierà un nuovo ciclo, anche più esaltante di quello che - purtroppo - credo si sia esaurito nella notte in cui abbiamo vinto la nona Coppa Italia nello scorso maggio.
Il Tempo oggi riporta di una nuova offerta araba rifiutata da Rosella Sensi, ma non posso fare a meno di pensare che - casualmente - queste notizie saltano fuori sempre alla vigilia di partite particolarmente delicate, come il derby.
Già, il derby. Pensiamo a quello e speriamo di prenderci un'altra piccola soddisfazione dopo la vittora sul Chelsea... ma è chiaro che il futuro della squadra resta avvolto da una nube. Noi comunque continueremo a urlare FORZA ROMA, ora più che mai e con tutto il fiato che abbiamo in corpo.
La strada che abbiamo davanti e lunga e dissestata... ma cerchiamo di fare almeno il primo passo. Tutti: giocatori, società e tifosi.
I conti non tornano
A livello di comunicazione c'è qualcosa che non quadra. Molte radio (Soprattutto Rete Sport che, soprattutto dopo la faccenda Fallica-Spalletti, ha sposato una linea di scontro frontale con la società) e "Il Romanista" attaccano la dirigenza societaria sostenendo, in buona sostanza, che, qualora la squadra non riuscisse ad arrivare tra le prime quattro in campionato (Cosa al momento pressocchè impossibile), verrebbe smantellata perchè con l'autofinanziamento non ci sarebbe la possibilità di mantenere l'attuale rosa. Cioè, se non ho capito male, mettiamo l'ipotesi che la Roma arrivi quindicesima: il problema sarebbe smantellare una squadra arrivata quindicesima? Sì, realisticamente, lo credo; ma non per le ragioni che tanto allaramano Rete Sport e "Il Romanista", ma perchè sarebbe difficile trovare il classico pollo pronto a sborsare dei soldi per i giocatori di una squadra che avesse fatto un campionato sì mediocre. Delle volte mi sembra di rivivere quanto successe nella primavera/estate del 2004: ricordo con orrore le dichiarazioni ufficiose (Ma mai smentite) di Emerson e Samuel che giustificavano il loro addio alla maglia giallorossa dicendo: "Ce ne andiamo perchè qui a Roma non siamo riusciti a vincere e quindi non si vince!"... una follia. Chi sarebbe dovuto scendere in campo e giocare per vincere? I giocatori! Ecco, adesso, sembra di rivivere le stesse situazioni: che dramma se arriviamo noni! Dobbiamo smantellare la squadra!! E che dramma è? Smantellare una squadra strapagata, di giocatori di nome che, ben che vada, arriva nona è il minimo che una dirigenza seria possa fare. Dobbiamo, noi ambiente Roma, cominciare a crescere, a pretendere, a mettere delle "Death Line" ai giocatori: non si può fallire più di una stagione (indipendentemente dalle motivazioni, a parte gli infortuni traumatici). Se Aquilani dalla prima partita nella quale giocherà non prenderà in mano il centrocampo della Roma e non lo guiderà alla riscossa della squadra, non chiedesse l'adeguamento del contratto. Se Perrotta quest'anno non ricomincia a girare a mille, considerando che ha già fatto schifo nel 2004/05 e che l'altr'anno non fu all'altezza, a fine anno può accasarsi altrove; se Pizarro non regala un salto di qualità può cercarsi un'altra squadra. Se Vucinic non si sveglia per tutte le partite da qui alla fine della stagione può anche pensare al trasloco. Se Juan si fà male un'altra volta si curasse, ma a libro paga di un'altra squadra. Non è detto che chi giochi con la Roma debba essere coccolato a prescindere. Altrimenti non cresceremo e non vinceremo MAI!!domenica 9 novembre 2008
Le polpette avvelenate
Siamo alla resa dei conti: la Roma presto, prestissimo, cambierà dirigenza. Ormai le polpettine sono tantissime, troppe. Forse, molto presto, arriverà il giocatore positivo all'anti doping e allora sarà tutto lapalissiano. Tiriamo un po' le somme; sono arrivate una serie di "polpette avvelenate" contro l'attuale dirigenza, della quale i calciatori e il tecnico sono gli strumenti. Cito a memoria: l'articolo di Luca Fallica su "La Stampa" alla vigilia di Juventus-Roma (un giornalista di Rete Sport che attacca la Roma sul giornale di casa Agnelli prima della sfida con la Juventus non è solo una coincidenza!); l'articolo dell'Espresso sulle spine di Rosella. Ma tutto è partito molto tempo fa, esattamente nel momento in cui è arrivato il Fax degli Arabi. Non raccontiamoci favole e favolette: quel fax è partito dalle stanze di Trigoria, ma non dalla famiglia Sensi, sarebbe folle stato far saltare otto mesi di lavoro presentando una dichiarazione di guerra. No. Quel fax è stato fatto da qualcuno che con Soros avrebbe perso il lavoro dentro alla Roma, e che, quindi, si è accordato con colui che sarà il nuovo acquirente, chiaramente prima provvedendo a far saltare l'affare Soros. Adesso anche la squadra si è venduta la Roma al nuovo acquirente: affossare i risultati per far risparmiare, magari perchè dopo i nuovi acquirenti ringrazieranno con un cadeaux. Quindi le polpette sono sono già arrivate da: Stampa, Staff societario, Squadra. Ecco perchè dico che presto la famiglia Sensi non sarà più proprietaria della Roma. Speriamo solamente che si sbrighino ad arrivare i nuovi padroni.... certe sofferenze non le sopportiamo più.Gabbo: per non dimenticare
Oggi, poco prima dell'incontro Lazio - Siena allo Stadio Olimpico, è stato dedicato un tributo a Gabriele Sandri, tifoso biancoceleste ucciso esattamente un anno fa per un tragico errore dell'agente di polizia Luigi Spaccarotella.
Gli altoparlanti hanno trasmesso le note di "Meravigliosa creatura", una delle canzoni preferite di Gabbo, mentre sui megaschermi apparivano foto e immagini del ragazzo.
Ci uniamo al suo ricordo, accodandoci idealmente a quel lungo applauso dell'Olimpico... perché per certe cose non possono esistere bandiere.
sabato 8 novembre 2008
Bologna-Roma 1-1
Che dire?Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Il primo risultato utile in trasferta per la Roma, un semplice e ignobile pareggio per uno a uno con autogoal al 91esimo.Bologna-ROMA: ultim'ora

“Prima di partire ho fatto un buon allenamento – racconta il
Capitano - se non piove, il ginocchio non mi fa male. Strano, ma vero.
Sarà
il terreno, l’umidità... Neanche con la caviglia ho sofferto così. Del
resto,
dall’intervento sono passati solo sei mesi e mezzo. Non mi
lamento...”.
Francesco si è inoltre lasciato andare a qualche considerazione circa il nuovo allenatore del Bologna, Sinisa Mihajlovic:
“Sinisa è un amico e quindi gli faccio tanti auguri per questa nuova carriera.
Spero che da allenatore possa ottenere grandi risultati: se li merita, è un
ragazzo serio e preparato. Ma l’importante è che cominci dalla prossima partita:
a Bologna la vittoria serve a noi, lui avrà tutto il tempo che vuole per
rifarsi”.
Anche Taddei afferma che il gruppo è carico e ha una gran voglia di rifarsi. Noi ovviamente saremo tutti con loro.
Probabile formazione:
Roma (4-3-1-2): Doni; Cicinho, Juan, Mexes, Panucci; De Rossi, Perrotta, Brighi; Pizarro; Totti, Vucinic
venerdì 7 novembre 2008
Bologna-Roma. L'Arbitro!

L'Espresso: "Quante spine Rosella"

di Denise Pardo
Debiti per 365 milioni, patrimonio svalutato. La Roma in crisi e il gelo con Totti. L'ingresso di Unicredit nel cda. La difficile partita dell'erede di Franco Sensi
A salvarla sarà il modulo Alitalia o l'azionariato popolare? Intanto, sarà pure "maggica" (nonostante i tempi cupi). E caput mundi. E come si sa, non si discute (e non è vero) ma si ama. Però, la banca avanza. E avanza di brutto. L'11 novembre, giorno dell'assemblea della A. S. Roma, verrà nominato consigliere d'amministrazione Roberto Cappelli, stimato professionista ma soprattutto legale che rappresenta l'Unicredit, l'istituto che con la fusione con la Capitalia di Cesare Geronzi ha ereditato il mega debito di Italpetroli (di cui la squadra è asset principale): 365 milioni di euro in tutto, la prima tranche da versare entro il 31 dicembre. La bestia più nera fra le tante bestie nere di questa prima e disastrosa fase del campionato piombate sulle spalle di Rosella Sensi, prima presidente e amministratore delegato di una Roma in preda a una crisi da paura.La Roma e anche lei. A quasi tre mesi dalla scomparsa del padre Franco, amatissimo dal popolo giallorosso per cui si era svenato investendo nella squadra 250 milioni di euro, Rosella Sensi, nella nuova stagione della sua presidenza, prima quota rosa del calcio italiano, è sotto tiro. A 360 gradi. Guardata a vista da quattro milioni di occhi di tifosi furibondi (che sono circa due milioni). Una sconfitta dopo l'altra in campo.
I romanisti alla porte di Trigoria tenuti a malapena a bada. La pelata dell'allenatore Luciano Spalletti in bilico, in pericolo perfino i suoi figli che, ha raccontato, non vogliono uscire di casa. Le liti nello spogliatoio tra mister e giocatori. Il quotidiano "il Romanista" che titola impietoso "Presidente dove sei?". E il gelo tra lei e il capitano dei capitani, Francesco Totti, torturato da un ginocchio in fallo, desideroso di allungare il contratto (scadenza 2010) fino al 2014 alla stessa cifra: cinque milioni e mezzo a stagione. Lei nicchia. Lui ci rimane male pensando alla sua fedeltà da carabiniere al "core de sta città" (la Roma, non Rosella). Una bufera. A due velocità. Una calcistica. E l'altra finanziaria. Unicredit, in balia delle montagne russe della Borsa e con la finanza mondiale sotto scacco, ha risposto picche alla richiesta di una proroga a marzo. E il tam tam curve-tribune è pronto a informare che le proposte dei due (anonimi) gruppi americani e di un fondo arabo (vicino al colonnello Gheddafi o al tunisino Tarak Ben Ammar?) esaminate in questi giorni, sono ferme alla metà dei 283 milioni offerti in primavera da George Soros per l'acquisto della squadra. E dire che l'anno scorso, l'anno di un campionato esaltante con la Roma seconda in classifica, i lupi della tifoseria romanista avevano finalmente riconosciuto la leadership della figlia di Sensi. Nata con la fede giallorossa, battezzata con il nome, poco curva sud, con cui Mamie in "Via col vento" chiamava la capricciosa padroncina, Rosella, primogenita di tre (Cristina si occupa del marketing, Silvia di Roma Channel), 37 anni, occhi alla "Miodiomo'chejedico?" un fisico gracile, maritata con il commercialista Marco Staffoli, non ha mai avuto vita facile nella "maggica". Le è stato rimproverato tutto. Il carattere difficile e schivo: non si fida di nessuno e vede nemici dappertutto. Il decisionismo anche sui calciatori (Bruno Conti, responsabile tecnico Daniele Pradè, direttore sportivo, vengono solo consultati, Spalletti poco). Il fatto che mandi il marito a trattare con i giocatori (ha negoziato lui il passaggio di Cristian Chivu all'Inter). Le apparizioni troppo rare a Trigoria, la cittadella della Roma. Le sparizioni dopo le sconfitte, accampando improvvisi e provvidenziali malanni. Le assenze anche dopo le vittorie. Poi, l'aver stretto buoni rapporti con Luciano e Alessandro Moggi, quando erano in auge, e con Adriano Galliani (al contrario del padre, grande antagonista del cartello delle squadre del Nord), tanto da diventare vice presidente della Lega Calcio.
Ma anche il rapporto privilegiato con Marione, conduttore del seguitissimo programma "Te la do io Tokyo", su Radio Centro Suono Sport, l'unico al quale si concede. Infine, l'ostracismo nei confronti del quotidiano "il Romanista" reo di pubblicare nella pagina delle lettere le critiche dei tifosi su di lei senza censurarle. Una lupacchiotta o una zarina? O, invece, in una città malata di calcio, una ragazza con una palla al piede che ne decreta gloria o crocifissione? Torna il tormentone del 2004, quando la squadra era in difficoltà: " Rosella, dov'è il progetto?" chiede, ora come allora, l'anima giallorossa. Lei, a cavallo delle onde della bufera, si è blindata più che mai a Villa Pacelli, la residenza di famiglia. Al suo fianco, il fidatissimo Gianroberto De Giovanni, l'avvocato di 39 anni che ha seguito tutte le trattative. L'editore Pippo Marra, consigliere della Roma, amico personale, riservato come può esserlo solo un calabrese riservato. Il consulente Enrico Bendoni, vicino ai Sensi fin dal tempo di Franco. Il controller del gruppo Cristina Mazzoleni, la bravissima donna dei conti. E i discretissimi banchieri Giampietro, Angelo e Arturo Nattino, proprietari della Finnat (nel cda i Buitoni, i Rattazzi, i Violati), advisor di Italpetroli, dagli stretti legami con il Vaticano e con Franco Caltagirone, uno degli uomini più liquidi d'Italia. E il capofila degli imprenditori interessati ai terreni di Torrevecchia: 29 ettari valutati 100 milioni diventati edificabili con la giunta di Walter Veltroni a patto di costruire la Cittadella dello sport. Ma il terremoto politico romano ha complicato il cammino. E ora il dossier è fermo sul tavolo del sindaco Gianni Alemanno. Purtroppo, nemmeno l'ipotetica vendita di Torrevecchia placherebbe la scadenza bancaria di dicembre. Per far fronte al debito bisognerebbe anche cedere i depositi petroliferi di Civitavecchia, valore 50 milioni. Il resto del patrimonio non può alzare granché, visto che gli alberghi, la tenuta La Leprignana, e il "Corriere Adriatico" sono stati già alienati. A comprare il quotidiano è stato proprio Caltagirone che, tra l'altro, controlla il 4 per cento del Monte dei Paschi di Siena, banca creditrice di 50 milioni di euro dai Sensi.«Caltagirone dimostri di avere un'anima e salvi la squadra», auspica una persona vicina alla vedova Maria e alle tre sorelle Sensi. «Questa città gli ha dato tanto. Ora sarebbe arrivato il suo turno». Su un punto Rosella sembra essere ferma: ora non si può vendere nulla.
La crisi finanziaria ha falcidiato le stime degli asset di Italpetroli. E in città, tranne Caltagirone, nessuno ha i quattrini e le spalle solide per rilevare la Roma che, secondo gli esperti, con il marchio e con il nome di Totti idolatrato persino in Cile (anche lì lo chiamano affettuosamente "el pupone") ha un potenziale sfruttato ancora in minima parte. Quindi, le soluzioni da sondare sono altre. Per esempio, mettere su una cordata di imprenditori modello Alitalia. Coinvolgere i fratelli Toti, i potenti costruttori rivali di Caltagirone, Alberto Tripi, il re dei call center, Giovanni Malagò, l'imprenditore dalle mille relazioni, e tanti altri romanisti doc e vip che con una cifra contenuta potrebbero passare alla storia come i salvatori della squadra del cuore. E soprattutto, da poteri forti metter le mani sul potere capitolino più forte che c'è. L'altra strada è ripescare il progetto della Kpmg e dello studio legale Tonucci sull'azionariato popolare, presentato nel 2005 dalla Fondazione Roma Europea e da "il Romanista". Tra i relatori Giuseppe De Rita, Cesare Sanmauro, Riccardo Luna e Maurizio Costanzo (fra i primi sostenitori di questo modello per la Roma). Un piano più semplice da realizzare che altrove, calcolando che la maggior parte dei tifosi giallorossi sono correntisti Unicredit (li ha ereditati da Capitalia). Allora, la figlia di Sensi lo prese come un'offesa, interpretandolo come un giudizio negativo sulla famiglia. Ma oggi, come direbbe "miss Rosella", è un altro giorno.














